Gioco
Annibale da Sassalbo vince “The Voice Senior 2022”
SASSALBO (Fivizzano). Come niente fosse, Annibale Giannarelli, dopo la strepitosa serata che lo ha visto vincere “The Voice Senior 2022” su Rai1, ieri mattina attorno alle 9,30 è partito da solo con la sua Pandina da Milano, direzione il “buen ritiro” nella sua villetta di Sassalbo, ultima frazione montana del territorio fivizzanese, al confine con l’Emilia Romagna. Notte praticamente insonne e tanta voglia di riposare.
Dopo circa tre ore di viaggio, arrivo a Sassalbo dove gran parte degli abitanti lo ha accolto con striscioni di benvenuto. «Pensavo che fosse successo un incidente e mi sono fermato», questo il primo pensiero di Annibale quando ha visto la folla nella strada, mai più pensava che fosse l’accoglienza per lui. Questo per fare capire il personaggio: un grande artista, la voce della colonna sonora “Lo chiamavano Trinità” ma di un’umiltà disarmante. Ed ecco l’accoglienza a casa sua, baci e abbracci, con la familiarità abituale. Saluti cordiali come sempre. Poi via con le domande.
Com’è Annibale?
«Sono qui, ho dormito poco e sono un po’ stanco».
Lo sa che ha fatto emozionare gran parte dell’Italia? «Sì, mi sono emozionato anch’io. Ringrazio tutti, grazie Italia».
Cosa ne pensa della serata che ti ha visto vincitore di The Voice Senior?
«È stata un’esperienza incredibile non me l’aspettavo, segretamente ci speravo, è ovvio. Avevo per me stesso un piccolo pensiero che se fosse successo sarebbe stato molto bello, però ero pronto e preparato ad accettare il risultato qualunque fosse stato. Fortunatamente è stato un risultato positivo e ovviamente mi sono commosso. Ho provato emozioni che non ho mai sentito in vita mia perché questa è una vittoria importante a livelli inimmaginabili. Ottenerla è stato un onore, un privilegio, un piacere»
Come consideriamo questo risultato? Una ripartenza?
«No, io nella mia vita non ho alcuna pretesa né aspettativa. Lavoro e funziono esclusivamente a un certo livello spirituale: credo fermamente che quello che deve essere sarà. Se è destinato ad essere è per il volere del mio Dio e quindi non mi aspetto nulla. Sono un po’ come una barca mezzo all’oceano: le correnti giuste mi prenderanno e mi porteranno in porto, se deve essere, altrimenti sono beato così».
Marco Landini
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