Il Tirreno

il presidente siae mogol 

L’appello al premier Draghi «Il settore dello spettacolo ha bisogno di aiuti subito»

Giulio Rapetti Mogol
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Giulio Rapetti Mogol

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MILANO. «Aiutare il settore dello spettacolo, non possiamo più aspettare». È l’appello lanciato da Giulio Rapetti Mogol, presidente Siae, in una lettera al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al ministro della Cultura, Dario Franceschini. Mogol si rivolge al premier e al ministro della Cultura chiedendo nuovi sostegni a favore degli autori, degli artisti e di tutti lavoratori dello spettacolo e degli altri settori culturali.

«Nel mio ruolo di Presidente della maggiore società di intermediazione italiana dei diritti di autore, intendo innanzitutto esprimere, un grazie sincero, anche da parte dei nostri associati, per tutti i provvedimenti che, anche in virtù del vostro impulso e interesse, sono stati presi, fin dall’inizio della pandemia, per alleviare la situazione degli autori e degli editori nel nostro Paese, drammatica non solo per il crollo dei proventi relativi ai diritti, ma anche per le rilevanti ricadute occupazionali nel settore della musica e dello spettacolo, dalla cui straordinaria crisi continua a derivare un ingente calo di introiti tributari», si legge nella lettera. Mogol ricorda i provvedimenti del governo «tutti volti, con grande successo, a dare al nostro settore, la possibilità di uscire dal tunnel nerissimo prodotto dall’emergenza sanitaria». «La situazione, tuttavia, rimane, come anche a voi è noto, assolutamente difficile, perché dopo l’anno nerissimo 2020 ed un primo semestre 2021 di prima risalita, i confortanti progressi del secondo semestre dell’anno scorso hanno subito una grave battuta d’arresto con l’arrivo della variante omicron, che ha dato luogo ad un improvviso e drastico calo negli eventi musicali, cinematografici e assimilati nel periodo delle feste natalizie». «Ciò -rileva Mogol- è tanto più sconfortante, tenuto conto che con il super green pass, e l’attuazione di tutti gli altri protocolli di sicurezza, i luoghi dove si fa musica, cinema e in generale spettacolo, sono per tutti luoghi “sicuri”, in cui il rischio di contagio è il più basso possibile». Insomma, è necessario fare subito qualcosa, dando ossigeno agli autori e agli editori «perché possano arrivare “vivi” al tanto sospirato momento nel quale la vita sociale e artistica italiana potrà tornare alla normalità».


 

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