Sicurezza
Una donna coraggiosa e le nozze per procura: Serena Rossi è “La sposa”
La fiction in tre puntate è firmata da Giacomo Campiotti ed è ambientata negli anni ’60 nella campagna vicentina
ROMA. Sullo schermo la vedremo completamente trasformata: i capelli più corti del solito, non curati ma quasi ricci, la camminata curva, le mani gonfie, la stanchezza sul volto. Sul set la luminosa e brava Serena Rossi non si è risparmiata: «Ci tenevo a essere credibile, sono una perfezionista. Fisicamente è stato impegnativo, c’è stato un incendio, mi sono tuffata nel fiume, ho imparato a mungere la mucca, volevo che le mani fossero le mie, quando ho falciato il grano avevo le braccia piene di graffi. Non sono fisica, Maria, il mio personaggio, lo è, una donna dai valori forti che non si tira indietro, semplice ma tenace, che va avanti e non si arrende mai: mi ricorda mia nonna».
L’attrice torna su Rai 1 con la mini-serie “La sposa”, tre prime serate ambientate negli anni ’60 in onda da stasera, con la regia di Giacomo Campiotti. «È una serie che parla del passato, ma anche del futuro, parla di cose semplici, di emancipazione femminile – dice Serena Rossi – Le donne di ieri hanno spianato la strada a quelle di oggi, anche se molto resta ancora da fare, ma non bisogna mai arrendersi. Maria è una giovane donna calabrese che, per salvare la famiglia dall’indigenza, decide di accettare il matrimonio per procura voluto dal rude agricoltore vicentino Vittorio Bassi (Maurizio Donadoni). Giunta all’altare, però, Maria scopre che non sposerà Vittorio, ma suo nipote Italo (Giorgio Marchesi) che non ha mai visto. Una realtà totalmente ostile, dovuta al suo essere meridionale e donna, al duro lavoro nei campi, ma soprattutto al rifiuto di Italo, ancora troppo sconvolto dalla misteriosa scomparsa della prima moglie.
«Italo – sottolinea Marchesi – è senza luce, non riesce neanche a vedere se stesso, suo figlio, si trascina nella vita, è come se fosse perso. Vive con lo zio e il figlio e sono tre solitudini. E vive l’arrivo di questa donna in casa con l’abito da sposa come un’usurpazione dello spazio. Ma Maria parla con i fatti, si impone e non si vanta. Porterà luce nella sua vita e in quella di suo figlio che vive in un capannone e al quale saprà avvicinarsi. Serena anche nella vita porta luce, sul set la mattina la si sentiva cantare, perché lei al trucco canta, conosce tutte le canzoni è un bel modo per iniziare la giornata. Con Campiotti abbiamo lavorato in mezzo al fango e agli animali, sotto il sole o sotto la pioggia, è stato un set unico».
Serena Rossi chiude: «Sono una donna lavoratrice, madre di un figlio maschio che mi auguro crescerà con il rispetto delle figure femminili. Penso ci siano ancora tante cose su cui lavorare, ma sono fiduciosa».
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