Italia
«Ecco “La favola mia” fra risate e riflessioni» Panariello si racconta
Il comico toscano torna nei teatri e girerà tutta Italia con il suo show nato prima del Covid e ora tutto nuovo
Elena Torre
Torna in teatro Giorgio Panariello e lo fa con un nuovo spettacolo dal titolo “La favola mia”. Panariello attraverserà l’Italia con questo nuovo show che saprà far ridere e commuovere, sorridere e riflettere. Il tour partirà dalla Toscana – le cui date sono a cura della Leg Live Emotion Group – e da lunedì prossimo sarà in allestimento a Cascina alla Città del Teatro e della Cultura dove andranno in scena anche le due date zero previste per il 21 e 22 gennaio, per poi proseguire il 24 a Colle Val D’elsa al Teatro del Popolo, il 25 gennaio a Pisa al Teatro Verdi, il 17 e 18 febbraio al Teatro Moderno di Grosseto e poi ancora, Montecatini, Lucca, Livorno, Chianciano, prima di decollare in giro per tutta Italia.
Uno spettacolo che doveva andare in scena lo scorso anno, che ha come molti altri subito una battuta d’arresto, e che ora riparte nonostante la situazione Covid non sia ancora risolta.
Panariello, cosa è rimasto dello show pensato un anno fa e quanto è cambiato?
«Sarà uno spettacolo diverso da quello che avevamo preparato, doveva essere una sorta di festeggiamento per i mie sessant’anni di età e un certo numero di anni di carriera, una sorta di amarcord con i personaggi, mentre questa strana atmosfera che è venuta fuori con il lockdown improvviso mi ha permesso di essere un po’ più riflessivo e mi è venuta la voglia di raccontarmi. Quindi sarà una sorta di chiacchierata con il pubblico più che un’esibizione, un racconto della mia vita sul palcoscenico. Si intitola “La favola mia” perché racconta il mio sogno di fare questo mestiere fin da ragazzino, senza sapere bene come».
Cosa c’è dunque nello show?
«Nello spettacolo racconto la genesi di ogni mio personaggio, le esperienze lavorative che mi hanno messo in contatto con le persone che poi sono diventati personaggi. Uno spettacolo più riflessivo anche se comunque divertente in cui racconto molti aneddoti accaduti che nessun autore al mondo avrebbe potuto scrivere tanto sono bizzarri».
Tante date in Toscana, ma non solo.
«Quando mi dicono che gioco in casa mi fanno sorridere perché so bene cosa si aspettano i toscani da me quindi sorprenderli è sempre più difficile però con questo spettacolo farò conoscere di me molti aspetti che altrimenti non sarebbero venuti fuori».
Tornare a teatro tra qualche difficoltà, come si sente?
«La gente oggi per venirti a vedere deve fare un sacco di controlli, le persone sono spaventate, però devo dire che sono rimasto colpito da quello che è accaduto in estate, le persone hanno voglia di ridere, di staccare il cervello, in questo spettacolo non parlerò mai della nostra situazione. È uno spettacolo nostalgico non di attualità».
Il teatro è uno degli ambiti che è stato maggiormente penalizzato dal Covid.
«Verissimo, noi artisti possiamo anche rimandare le tournée, ma abbiamo la possibilità di fare altre cose, magari scrivere, far televisione. Il peggio è per quelli che lavorano dietro le quinte, dai macchinisti al direttore di palco, dal musicista al tecnico audio, persone che rimangono a casa, quindi sono felice di poter ricominciare tutti insieme».
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