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Ci ha lasciato Ronnie Spector la sirena delle Ronettes
new york. Se non ci fosse stata lei, non ci sarebbero state Amy Winehouse o Chrissie Hynde dei Pretenders: Ronnie Spector, la sirena del gruppo delle Ronettes, celebre per successi come “Be my baby”, è morta di cancro a 79 anni.
Icona musicale degli anni ’60, Ronnie (vero nome Veronica Greenfield) aveva trasformato in chiave sexy l’immagine virginale che aveva definito i gruppi femminili pop dagli anni Quaranta. «Non avevamo paura ad essere hot. Era la nostra caratteristica», aveva scritto nel suo memoir del 1990 “Be my baby: how I survived mascara, miniskirts, and madness”. Del gruppo, nato nel 1957, facevano parte la sorella maggiore Estelle Bennett e la cugina Nedra Talley.
Nata a New York, Ronnie Spector aveva nelle vene sangue africano, cherokee e irlandese. Aveva preso il cognome dal manager e poi primo marito Phil Spector, il leggendario producer del “Wall of sound” morto un anno fa in carcere dopo una condanna per omicidio. Fu un matrimonio da incubo: lui la teneva di fatto prigioniera, lei beveva perché andare in riabilitazione le permetteva di uscire di casa. Nel 2007, quando le Ronettes furono onorate nella Rock and Roll Hall of Fame, Ronnie evitò di pronunciare il nome di Phil. «La loro voce si faceva strada attraverso un muro di suono. Non avevano bisogno di niente», aveva detto in quella occasione Keith Richards raccontando di quando aveva sentito le tre ragazze cantare backstage durante una tournee dei Rolling Stones negli anni ’60. Erano anni in cui le Ronettes sembravano essere ovunque: nel 1966 aprironò per i Beatles durante il tour americano e la sorella maggiore di Ronnie, Estelle, fu fidanzata sia con George Harrison che con Mick Jagger. Il complesso si sciolse però l’anno successivo.
Con gli occhi pesantemente truccati, le pettinature ad alveare altissime e le gonne ben sopra il ginocchio, le Ronettes segnarono gli anni ’60 con una serie di hit tra cui “Baby, I love you” e “(The best part of) Breakin’ up”. “Be my baby” divenne un classico riproposto in molte occasioni.
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