Toscana
Il Presepe di Vivaio continua a stupire. Realizzato a mano dagli otto abitanti
Nella borgata pistoiese arrivano migliaia di turisti. La sua peculiarità: è meccanizzato e tutto all’aperto
Alcune galline beccano il mangime che una donna butta loro. L’arrotino svolge il suo mestiere e la lavandaia lava i panni al pozzo. Ma ci sono anche il metato e il mulino per la farina dolce. Quando alla sera cala il sole il paesaggio è altamente suggestivo e i bambini, ma anche gli adulti, rimangono a bocca aperta.
Si tratta de “Il Presepe di Vivaio”, una borgata di appena otto abitanti che si trova sopra Le Piastre, frazione del Comune di Pistoia sulla montagna, che ogni anno realizza la rappresentazione della sacra famiglia completamente meccanizzata. Una vera e propria opera d’arte che ogni anno si arricchisce di qualche particolare per rendere nuovo il presepio per tutti coloro che salgono a Vivaio per ammirarlo.
E chissà cosa vorranno riservare i volontari-paesani ai turisti per il prossimo anno, in occasione del trentesimo.
Ogni volta mantenendo sempre il successo pieno, visitato da oltre 4.000 persone ad inverno. Il “Presepe di Vivaio” nasce nel 1992 dal desiderio di un gruppo di amici, uomini, donne e bambini, di costruire qualcosa insieme. L’appuntamento si ripete ogni anno dalla domenica antecedente il Natale al 6 gennaio in questo fazzoletto di terra dove la tradizione dei presepi è da sempre molto sentita dagli abitanti. «Quando nacque nel 1992 – spiega uno dei realizzatori, Alessandro Nannetti – vi erano solo personaggi ritagliati nel compensato e le case e la capannuccia fatte con elementi semplici. In seguito abbiamo cominciato a fare piccoli edifici più elaborati e tutti con movimenti meccanizzati in dipendenti. Ogni anno arricchito con un movimento diverso, come la realizzazione della ferriera con il maglio in movimento, l’arrotino, gli uomini che giocano a carte. Poi abbiamo usato tecniche di costruzione sempre migliori e più resistenti anche al maltempo».
Il presepe si stende su 200 metri quadrati ed è realizzato interamente a mano. Riproduzioni di abitazioni, persone e scene di vita quotidiana, specialmente di antichi mestieri dei primi del Novecento, sapientemente animate da precisi movimenti meccanici.
«Abbiamo anche un sito internet – aggiunge Nannetti– che raccoglie diverse informazioni. Quindi i turisti fanno presto a conoscerci. Ogni anno arrivano migliaia di persone e non sono solo toscane, ma soprattutto anche dei confinanti emiliani. Ma sono state organizzate gite in pullman dalla Germania e da Roma. Anche perché il nostro presepio è quasi un unicum, perché la caratteristica principale non è la meccanizzazione, ma il fatto che sia allestito all’aperto». Con il passare degli anni il gruppo estemporaneo di abitanti si è costituito in associazione e nel 2005 nacque l’Associazione Amici di Vivaio e si occupa non solo del presepio, ma anche al mantenimento del paesino e alla valorizzazione delle sue tradizioni.
«È un lavoro che ci occupa del tempo – dice Nannetti – e cominciano ad allestirlo già ad ottobre, montando per primo lo scenario e poi via via le varie costruzioni. Poi lo smontiamo per l’Epifania e durante i mesi restanti pensiamo a come rinnovarlo e migliorarlo».
Ma Vivaio nasconde anche un’altra perla. Il turista che sale in questo angolo di terra non ammira solo il presepio meccanizzato, ma oltre a moltissime altre rappresentazioni anche “Presepi nel Mondo” «con pellerossa, provenzali, eschimesi, peruviani e africani, disposti dal 2006 nelle finestre, porte e cantine della rappresentazione stilizzata di un piccolo paese».
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