Italia
Una mappa (con assenti) della poesia contemporanea
Le antologie di poesia contemporanea funzionano come le feste su invito. Ogni scelta su chi accogliere tradisce, com’è umano che sia, le preferenze di chi organizza. Come nei party, conta che il lettore scopra qualcosa di nuovo, magari conservando un bel ricordo dell’attraversamento. “Mappa immaginaria della poesia contemporanea”, appena uscito per il Saggiatore a cura di Laura Pugno, è in questo senso una novità: avvalendosi dell’aiuto di specialisti di vari ambiti, cerca di aggirare la soggettività dei canoni poetici contemporanei, sulla base degli strumenti delle “digital humanities”.
Il libro non è un’antologia, dato che mancano i testi. Si tratta di una catalogazione di 99 poeti scelti da una giuria ristretta, esaminati secondo sette parametri mobili: Affettività, Assertività, Conoscenza, Io, Mondo, Performance, Sperimentazione. Sulla base di ciò autori e autrici sono poi stati classificati, con una votazione basata su analisi quantitative. I risvolti sono talvolta involontariamente poetici (leggere in un grafico che Alessandro Fo ha preso 6.2 alla voce “Mondo” è evocativo come un verso dell’ultimo Montale), anche cinematografici. Quando il professor Keating nel film “L’attimo fuggente” invitava i suoi studenti a strappare le pagine di un saggio dedicato al giudizio di valore della poesia su parametri cartesiani, a quanto pare non stava guardando a un passato sepolto per sempre.
Come in tutte le mappe, le assenze pesano: prima fra tutte, la latitanza di un qualche piacere del testo, scalzato da tabelle, grafici, token e algoritmi. Dietro l’imparzialità apparente, si ha la sensazione non solo di una certa ideologia inconscia, ma anche di una rinuncia all’interpretazione, come se si fosse convinti della sua definitiva inutilità. È vero che tutte le mappe mentono e che ogni lista tradisce i gusti e le posizioni di chi l’ha allestita. Ma passare in rassegna la poesia italiana senza metterci Milo De Angelis, Patrizia Cavalli o Gianni D’Elia sarebbe come tracciare una mappa fisica dell’Italia senza inserire la Sicilia, il lago di Como e la Maremma.
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