Toscana
«Il viaggio in Italia di Goethe è più attuale che mai Anne Frank mi ispira»
Elena Torre
Isa Grassano, 44 anni, lucana che vive a Bologna, è giornalista e scrittrice, attenta, curiosa e pronta a cogliere la bellezza che incontra: scrive di viaggi, di luoghi, di persone su varie testate giornalistiche. Il suo nuovo libro edito da Giraldi, “Un giorno sì un altro no”, conquista ogni giorno nuovi lettori.
IL LIBRO DA RILEGGERE
«Amo leggere i romanzi contemporanei, perché spesso conosco gli autori o perché mi piace confrontarmi con i temi più attuali, ma c’è un libro che amo rileggere – dice Isa Grassano – ed è “Viaggio in Italia (1786-1788)” di Goethe. Una sorta di Bibbia per scoprire la nostra bella Italia, sempre attuale a distanza di tantissimi anni. Un diario di viaggio fatto di sensazioni, descrizioni dei paesaggi, delle città e del patrimonio artistico, in cui ritrovare spunti, emozioni, sensazioni del passato e dritte per i miei articoli di turismo».
Da consigliare
«Direi “Gala Éluard Dalí” di Anna di Cagno, per scoprire storie e curiosità di questa donna – musa e icona del movimento Surrealista e poi moglie del genio visionario della pittura spagnola – di cui si sa ben poco. Nel libro, stile bio-fiction, l’autrice ripercorre la vita di questo modello di femminilità oltre le mode e le sue giornate all’interno del castello di Púbol, regalatole da Dalì, in un dialogo con una giovane del movimento studentesco, Nicoletta».
Sulla sua scrivania
«Sulla mia caotica scrivania, accanto a riviste e quotidiani, ho una pila di libri che consulto di continuo e che sono dei preziosi vademecum. “Empatia digitale” di Assunta Corbo che aiuta a comprendere quali siano le parole da usare nella comunicazione sia personale che professionale. I contenuti che divulghiamo sono il nostro biglietto da visita e quindi è importante la congruenza tra chi mostriamo di essere e chi siamo realmente. Legato al tema linguaggio leggo qua e là “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes, un glossario dove l’autore recupera i momenti della “sentimentalità”, opposta alla “sessualità”, traendoli dalla letteratura occidentale, da Platone a Stendhal».
Sul comodino
«Ne ho sempre diversi, in lettura o già letti e da riaprire ogni tanto. Resto un’inguaribile sentimentale e anche se l’ho finito da un po’ di tempo, “Il giorno che aspettiamo” di Jill Santopolo resta sul mio comodino accanto ai nuovi volumi in lettura. Una bella storia d’amore tra Gabe e Lucy che non finisce mai, anche se entrambi hanno preso strade diverse. Fino a un nuovo incontro che cambierà per sempre qualcosa. “E d’improvviso tutto ciò che al mondo sembrava sbagliato è diventato giusto”. E poi un thriller: “L’altro volto della verità” di Coalberto Testa. Un romanzo che ha suspance, ritmo, mistero ma che parla anche di viaggi con i caravan, di clima goliardico degli anni Settanta, di quel sano campanilismo che faceva organizzare l’accampamento per aeree geografiche, di condivisione di esperienze. Infine, “Incontri bilanciati” di Christina B. Assouad. Tutte le donne, ma anche gli uomini, si ritrovano, prima o poi, a fare i conti con la bilancia e soprattutto con la vita. Un libro che fa sorridere, riflettere. Belle alcune frasi che diventano nostre».
IL LIBRO ispiratore
«La cosa bella per me è poter scrivere i miei pensieri e i miei sentimenti, altrimenti soffocherei completamente. Scriveva così Anne Frank nel suo “Diario” sotto forma di lettere a un’amica immaginaria, Kitti. E quel diario mi ha fatto compagnia a lungo e ha contribuito alla mia formazione e alla mia crescita. Io stessa da ragazzina ho sempre avuto un diario. Ci sono diverse citazioni delle sue frasi più belle, in cui emerge la sua voglia di non rinunciare mai ai suoi sogni, frasi che sono diventate anche un po’ le mie: “nonostante tutto credo ancora nell’intima bontà dell’uomo”. E sempre a proposito di diari, ho apprezzato un romanzo di recente pubblicazione: “C’era una volta un re” di Giovanna Chiarilli. Il ritrovamento casuale del diario della maturità è la scusa per una riunione tra amiche ma anche un’occasione per capire cosa è rimasto dei sogni di allora, che fine ha fatto il futuro immaginato sui banchi».
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