La protesta
le inchieste
Gli scambi si sono spostati quasi tutti online
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«La pandemia? Tutto si è svolto diversamente, anche per i tombaroli – racconta il generale Riccardi comandante dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale – Molti dei traffici d’arte si sono spostati online. Non c’è più tanto il rapporto diretto fra ricettatore e mercante, ma l’esposizione degli oggetti attraverso canali telematici. Nostro compito è inseguirli ovunque si trovino: se sono sul territorio dobbiamo essere lì, se si muovono sulle piattaforme web dobbiamo saperle monitorare. Il nostro strumento, la banca dati che è la più potente al mondo con 8 milioni di file».
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