Il Tirreno

pistoia: teatro manzoni 

“Il malato immaginario” un classico senza tempo

G.R.

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PISTOIA. Arriva da stasera a domenica al Manzoni di Pistoia una delle più celebri commedie di Molière, “Il malato immaginario”, adattamento e regia Guglielmo Ferro, protagonista nel ruolo di Argante Emilio Solfrizzi affiancato da Lisa Galantini, Antonella Piccolo, Sergio Basile, Viviana Altieri, Cristiano Dessì, Pietro Casella, Cecilia D’Amico, Rosario Coppolino.

«Il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà – spiega Guglielmo Ferro – fa il paio con l’idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare “i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti». Si può dire allora di Argante come un nostro contemporaneo? «Certo, la tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio, ma Molière lo scrive per se stesso quindi per un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un coetaneo come Solfrizzi può restituire al testo un aspetto a volte dimenticato. Il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti». G.R.

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