Gioco
«La musica tira fuori chi sono» Bastianich al The Cage di Livorno
Dall’azienda agricola in Maremma a MasterChef fino all’amore per la chitarra «Sul palco, mentre suono o quando scrivo le canzoni, mi esprimo senza filtri»
Dario Serpan
LIVORNO. È un personaggio televisivo, fa l’imprenditore e, tra l’altro, ha un’azienda agricola in Toscana; in più è anche viticoltore, scrive libri, ma quando imbraccia una chitarra ritrova la sua parte più viscerale. Perché la musica intreccia emozioni, storie e culture, tutte quelle da cui attinge Joe Bastianich, un cittadino del mondo che vive viaggiando e deve tanto alle sue radici. Lui è nato a New York, ma i suoi genitori sono italiani esuli istriani.
Che cosa significa per lei?
«Sono un prodotto dell’immigrazione. Senza il background culturale da italo-americano della mia famiglia, la nostra storia, la lotta che chi come noi ha vissuto per ricrearsi una nuova casa, un nuovo futuro in una parte diversa del mondo, chissà oggi come sarebbe la mia vita. Ho avuto la fortuna di poter attingere da due culture fortissime prendendo da entrambe input e skill molto diverse tra loro».
Adesso è di nuovo nel Belpaese perché questo weekend partirà il suo nuovo tour invernale con La Terza Classe, band appassionata di folk e bluegrass nata nel 2012 per le strade di Napoli che Bastianich ha incontrato nel corso di un programma su Sky, On The Road.
La prima data sabato 18 dicembre al The Cage di Livorno, per l’avvio di una tournée anticipata dall’uscita del singolo inedito che si chiama “This Good Man”, brano che ha il sapore degli ampi spazi aperti, con un uso sapiente di armonie vocali e strumenti a corda acustici, come nella tradizione country e bluegrass. Che concerto porterà sul palco?
«Una serata gioiosa in cui si canterà e si ballerà. Porteremo sul palco la tradizione americana con pezzi miei inediti; il bluegrass è una musica di festa che incrocia il mio racconto personale. Siamo fieri di fare parte della riapertura dei club rock italiani dopo lo stop per la pandemia».
Che legame ha con Livorno e la Toscana?
«Livorno la conosco, ci sono già stato durante i programmi televisivi che ho fatto, mentre della Toscana mi piace tutto: dalla gente ai luoghi e le tradizioni. Ho un’azienda agricola in Maremma, La Mozza, ma in generale questa regione è sempre un punto di riferimento per me. Non a caso iniziamo e finiamo il tour in Toscana».
È vero che la musica tira fuori il vero Joe Bastianich?
«Mi permette di esprimermi senza filtri, né ruoli da interpretare. Esco dal personaggio e scrivo brani che mi appartengono. Sì, nella musica ritrovo una dimensione emozionale e personale; tira fuori quello che sono».
Ma tra tutte le cose che fa nella sua vita, in quale veste si sente meglio?
«In tutte, perché fanno tutte parte del mio io. Sicuramente non dormo quanto dovrei… per riuscire a fare tutto. Ma mi considero una persona molto fortunata avendo la possibilità di portare avanti progetti e passioni a livello di business».
Oltre al tour sui palchi cos’altro c’è nel suo presente?
«Tanti progetti: il vino, il cibo, la tv, gli affari, ma la musica è la parte più vicina alla mia anima interiore. Quando ho una chitarra in mano, scrivo canzoni o sono sul palco provo un’emozione unica. Difficile da spiegare, sicuramente la più viscerale».
Dalla musica alla cucina: MasterChef continua a farlo negli Usa, ma le manca farlo in Italia? Che differenze trova?
«MasterChef è un format a cui sono molto legato. Sono onorato di averlo potuto fare sia in Italia che negli Usa, passando da Junior MasterChef a Celebity MasterChef. Ho fatto ormai più di 25 edizioni nel mondo e devo dire che funziona perché è in grado di adattarsi perfettamente al contesto culturale del Paese. Ovviamente le differenze, di cucina e di come si approcciano alla gara i concorrenti, si sentono: negli Usa i piatti, gli ingredienti raccontano di mix di culture e tradizioni gastronomiche molto diverse tra loro. In Italia sono la materia prima, i ricordi di famiglia e le ricette tradizionali a farla da padrone».
Il suo tour con La Terza Classe saluterà il 2021 e andrà incontro al 2022: che anno si augura per lei e per il mondo?
«Mi auguro di poter tornare sempre di più a una condizione di “normalità”, di una vita sempre più ricca di musica, di concerti live e passioni».
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