Il Tirreno

J’accuse di Bolle: «Danza, uno scempio»

J’accuse di Bolle: «Danza, uno scempio»

Dura posizione dell’etoile durante l’audizione in commissione cultura. «Per le istituzioni siamo la Cenerentola dell’arte» 

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«L’audizione di Roberto Bolle conclude l’indagine della Commissione cultura sulle Fondazioni Lirico-sinfoniche. Rispetto al tema complessivo, le criticità emerse sono molte, ma quelle che riguardano i corpi di ballo – sia dal punto di vista dell’offerta culturale che dal punto di vista della situazione occupazionale – rappresentano una fonte di grande preoccupazione».

Così Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera. «In Italia contiamo ormai solo quattro corpi di ballo stabili per quattordici Fondazioni Lirico-Sinfoniche.

Negli ultimi dieci anni abbiamo perso i corpi di ballo di Trieste, Firenze e Verona. E altrove, dove pur esistono e resistono, l’attività viene portata avanti con grandi problemi e molta precarietà (è il caso del Teatro Massimo di Palermo).

Oggi, nella gran parte dei casi, l’attività coreutica in Italia è esternalizzata ad agenzie e compagnie sia italiane che estere, con grande danno all’offerta culturale e all’attività delle accademie di danza.

È evidente che dopo il doppio tagliando della Legge Bray occorrano nuove e sostenibili soluzioni», conclude la presidente della commissione Cultura.

Un discorso molto duro quello poi pronunciato alla Camera dei Deputati da Roberto Bolle: dall’Etoile dei due mondi un preciso j’accuse nei confronti della malagestione a livello istituzionale.

«La danza italiana viene costantemente avvilita, trattata come la Cenerentola delle arti, con opera lirica e musica sinfonica nel ruolo delle sorelle privilegiate, cui sono riservate le attenzioni e le cure delle Fondazioni. Da cosa nasce questa decisione che sembra quasi unanime di uccidere il balletto qui in Italia? Non certo per insostenibilità dei corpi di ballo ma per scarsa conoscenza del settore e mancanza di visione di chi ne era responsabile», ha detto nel suo intervento.

«Negli anni, si è cercato di sanare il deficit delle Fondazioni – conclude Di Giorgi – tagliando i corpi di ballo e contravvenendo alla funzione, che sarebbe stata doverosa, della valorizzazione non solo della musica e dell’opera lirica, ma anche della danza, ingiustamente penalizzata».

«Concordo con il maestro Bolle – aggiunge la deputata dem – nel sostenere che il Fondo unico dello spettacolo (Fus) non deve penalizzare nei punteggi gli spettacoli di danza rispetto alle altre produzioni e sull’erogazione degli incentivi per le Fondazioni che promuoveranno la ricostituzione dei corpi di ballo. Sostenere l’arte della danza è tra gli obiettivi del Partito Democratico e auspico che l’indagine conoscitiva possa dare indicazioni precise in tal senso».

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