Il Tirreno

la mostra a palazzo medici riccardi 

Benozzo Gozzoli e la Cappella dei Magi con sale immersive e opere dal Louvre

Gabriele Rizza
Benozzo Gozzoli e la Cappella dei Magi con sale immersive e opere dal Louvre

Capolavori del Rinascimento e montaggi cinematografici a Firenze per ricordare il pittore a seicento anni dalla nascita

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Gabriele Rizza

Per Palazzo Medici Riccardi è un tesoro inestimabile ma anche una sorta di sigillo identitario. Si resta avvinti da tanta ricchezza compositiva, da tanto splendore visivo che si sviluppa come una sequenza che anticipa il concetto di un montaggio cinematografico alternato che intreccia storia sacra, atmosfera fiabesca e attualità contemporanea, davanti alla Cappella dei Magi concepita e realizzata da Benozzo Gozzoli.

Era il 1459 quando l’artista fece ritorno a Firenze dopo una lunga permanenza nelle province dello Stato pontificio, fra Roma, Orvieto, Viterbo, l’Umbria. Partendo da qui, da quella superba sfilata che converge all’unisono ma sfalsata verso l’altare dominato dalla “Adorazione del Bambino Gesù” di Filippo Lippi, e che incornicia un’altra tappa fondamentale del nostro Rinascimento, l’esposizione che oggi si apre nel museo di Palazzo Medici Riccardi, a cura di Serena Nocentini e Valentina Zucchi, getta luce su Benozzo Gozzoli, sui suoi legami con la famiglia Medici e con la città che gli dette i natali nel 1420 e dove muoverà i primi passi al fianco del Beato Angelico nel convento di San Marco.

Con Firenze, anche se non n termini stanziali, Benozzo Gozzoli manterrà sempre una relazione speciale tanto da definirsi ufficialmente “pictor de Florentia”.

Nell’intreccio fra opere originali e creazioni multimediali, il pubblico sarà accompagnato a scoprire la vita e l’opera di Benozzo Gozzoli per essere poi invitato ad approfondirne le testimonianze pittoriche in città e nell’intero territorio toscano.

Che lo vide protagonista a San Gimignano, a Castelfiorentino e a Pisa, quando nel 1468 ottenne il prestigioso incarico di eseguire in fresco le Storie dell’Antico Testamento sulla parete settentrionale del Campo Santo. Rientrato infine a Firenze nel 1495, in pieno clima savonaroliano, Benozzo Gozzoli muore a Pistoia il 4 ottobre 1497. Ogni sala dell’esposizione indagherà uno di questi aspetti e in ogni ambiente, intorno alle opere scelte, saranno elaborati apparati visivi e multimediali.

«Le opere d’arte – sottolineano i curatori – saranno così i fulcri intorno a cui ruoterà la narrazione intrecciando opportunamente testo antico e linguaggio contemporaneo».

Fra i dipinti in mostra si ricordano la giovanile “Madonna del baldacchino con angeli” proveniente dalla National Gallery di Londra, la “Pala della sapienza nuova” in prestito dalla Galleria dell’Umbria di Perugia e la “Madonna dell’umiltà fra sant’Andrea e san Prospero e due angeli” esposta nel Museo civico di San Gimignano. A questi si affianca una rosa di disegni dell’artista e della sua bottega riconducibili agli anni fiorentini o correlati all’iconografia della Cappella, che arrivano dagli Uffizi, dall’Accademia di Venezia e dal Louvre, che consentiranno di approfondire l’attività grafica dell’artista e la sua capacità nella resa della figura umana e di inserti naturalistici, che nella Cappella dei Magi trova perfetto compimento.

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