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Questa settimana al cinema: divertente il “Chiringuito”, delude "Don't look up"

Fabio Canessa
Questa settimana al cinema: divertente il “Chiringuito”, delude "Don't look up"

Ottimi i protagonisti di “Sotto le stelle di Parigi”. Sentimenti per cinefili con “L’isola di Bergman”

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L’industria del cinema non decolla. I dati della ripartenza sono sconfortanti: la somma degli incassi della stagione è meno della metà di quella del 2019, molte sale sono chiuse e non riapriranno più, quelle aperte risultano perlopiù semivuote. Sarà che mancano titoli capaci di attrarre il pubblico dei giovani, che prima del Covid era quello più numeroso, sarà che dalla proiezione in sala alla distribuzione sulle piattaforme passano ormai solo poche settimane, sarà che mancano i dati dei film prodotti da Netflix che si rifiuta di comunicare i guadagni al botteghino ma il cinema sembra avviato a diventare un fenomeno di nicchia. L’ultima chance per gli esercenti è vedere cosa succederà nelle feste natalizie. Intanto anche questa settimana sono molte le uscite sperando in un ritorno di fiamma.

DON’T LOOK UP

Di Adam McKay con Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Rob Morgan. Usa

Gli astrofisici DiCaprio e Lawrence scoprono che una cometa sta puntando dritta sulla terra. La notizia viene snobbata dalla presidente Usa Meryl Streep e strumentalizzata dalla giornalista televisiva Cate Blanchett: nella delirante sarabanda di post e tweet, tra avidità di guadagno e inettitudine dei politici, si va incontro, come se niente fosse, alla fine del mondo. Geniale l’idea di fare una parodia apocalittica dei nostri tempi così dominati dai social da aver reso liquida anche la verità, mettendo insieme “Armageddon” e “Mars attacks”. Purtroppo le due anime non si fondono e il film rimane un prodotto ibrido e artificioso, che non emoziona né fa ridere: nonostante un cast stellare, i personaggi sono caricaturali e anche se il montaggio è velocissimo, il ritmo risulta fiacco. Voto: 6

MOLLO TUTTO E APRO UN CHIRINGUITO

Di Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi con Germano Lanzoni, Valerio Airò Rochelmeyer, Leonardo Uslengo. Italia

Dopo il clamoroso successo degli sketch su YouTube, il Milanese Imbruttito si trasferisce sul grande schermo. Per confezionare il suo film si sono impegnati cinque registi (un record mondiale) e il risultato è una piccola sorpresa: la parodia dell’imprenditore dedito solo al business e al fatturato, tronfio di boria e di inglese maccheronico, costituisce almeno un tentativo di comicità al passo coi tempi. Il contrasto poi tra la Milano degli affari e la Sardegna rurale, dove il protagonista e l’amico Giargiana aprono un locale sulla spiaggia, sviluppa alcune trovate esilaranti. Scritta con grazia e recitata da attori affiatati, tra cui svettano per spasso Paolo Genovese, Claudio Bisio e Benito Urgu, la commedia garantisce un’ora e mezza di divertimento, senza avere nessun’altra ambizione se non quella di mettere il pubblico di buonumore. Voto: 7

SULL’ISOLA DI BERGMAN

Di Mia Hansen-Løve con Vicky Krieps, Tim Roth, Mia Wasikowska. Francia

Metacinema sentimentale sotto il nume tutelare di Ingmar Bergman. Una coppia di cineasti va a cercare ispirazione per scrivere nuovi film proprio nella residenza del maestro svedese, nell’isola di Faro. Si capisce che i due sono in crisi: dormire nel letto di “Scene da un matrimonio” e vedere la proiezione di “Sussurri e grida” non li aiuterà. Niente esplode però nella loro relazione reale: le inquietudini, i palpiti, le ansie e i desideri vanno ad articolare le sceneggiature delle opere che stanno nascendo. Rispecchiando il suo legame col regista Assayas, la Hansen-Løve gira un’operina autobiografica giocando col mito di Bergman: ne viene fuori un film di fine sensibilità, assai dimesso in contrasto con quel modello così ingombrante. I cinefili godranno dei luoghi bergmaniani, il pubblico popolare ne starà alla larga. Voto: 7

SOTTO LE STELLE DI PARIGI

Di Claus Drexel con Catherine Frot, Mahamadou Yaffa, Jean-Henri Compere. Francia

Una barbona incontra un bambino del Burkina Faso e lo accompagna per le vie di una Parigi da cartolina in cerca della madre, una clandestina che deve essere rimpatriata. Facendo leva sull’unione tra anziana senzatetto e giovane migrante, il regista Drexel si prefigge il compito di toccare il cuore degli spettatori con le migliori intenzioni. Però non sempre i buoni sentimenti bastano per fare un buon film, soprattutto se un soggetto didascalico di semplicità disarmante e privo di originalità non è sostenuto da una sceneggiatura robusta. Il pregio maggiore è l’interpretazione dei due protagonisti: Catherine Frot, davvero convincente nei panni miseri della clochard, e il piccolo Mahamadou Yaffa, di naturalezza così genuina che più che recitare sembra impersonare se stesso. Voto: 5

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di Redazione web