Gioco
Le Annunciazioni diventano pop l’arte si incontra a Palazzo Pretorio
Le opere del museo reinterpretate da un gruppo di artiste internazionali diventano una mostra che mette a confronto arte, maternità e destino
PRATO. Si apre nelle sale di Palazzo Pretorio, la mostra “Hi woman. La notizia del futuro”, a cura di Francesco Bonami, che mette in relazione le opere custodite nel museo pratese aventi per tema l’Annunciazione con le creazioni di un folto gruppo di artiste internazionali, fra cui spiccano i nomi di Jenny Saville, Marlene Dumas, Maja Ruznic, Jutta Koerther. «Ma questa – precisa Bonami – si guarda bene dal voler essere una mostra sulla donna, sul femminismo o politicamente corretto: è semplicemente una mostra con 22 artiste anagraficamente donne. Essere artista è esattamente la condizione opposta a quella della Madonna, è una scelta, non un’imposizione, non arriva un angelo che dice “hey tu! da domani sarai un’artista! ” Perché l’essere artista, a differenza della maternità, è una condizione che non ha nulla a che fare con la biologia o il destino».
Le opere delle artiste sono tentativi, embrioni, che fanno parte di un processo di trasformazione che accompagna l’artista tutta la vita che, non importa quanto lunga sia.
Il corpus di “Annunciazioni” ospitato in Palazzo Pretorio è di prim’ordine, una sequenza che decolla alla metà del Trecento con Giovanni da Milano per concludersi cinque secoli dopo alla fine dell’Ottocento con la tela di Alessandro Franchi. Nel mezzo scorrono piccoli e grandi capolavori firmati Lorenzo Monaco, Mariotto di Nardo, Andrea di Giusto Manzini, Filippo Lippi, Giovanni Bilivert, Giovan Domenico Ferretti.
«Questa mostra – spiega ancora Bonami – è la trasformazione Pop del saluto dell’angelo Gabriele a Maria proiettato nella contemporaneità, un’arte tutta coniugata in modi diversi e non necessariamente femminili.
Attraverso la pittura, la scultura, il video e il suono le artiste ci annunciano messaggi alterni, misteri lontani e realtà vicine, ognuna con un lavoro potente e significativo capace di sostenere il confronto con i maestri dell’antichità della collezione di Palazzo Pretorio, trovando a volte una sintonia, a volte creando cortocircuiti potenti e carichi di stimoli per il pubblico. La mostra è stata pensata come un esercizio di ricerca di un’intimità perduta, quella stessa intimità che Gabriele toglie a Maria per sempre scaraventandola al centro del mondo in cambio di nulla. Nel saluto dell’angelo c’è tutta la storia umana. L’uomo che impone la sua decisione senza possibilità di contraddittorio e la donna che viene beatificata con il dono della creazione ma privata della sua libertà di scelta. Qui non è stato cercato un dialogo, inevitabilmente impari da una parte e dell’altra, con le opere del museo, ma la casualità di un incontro». La mostra resta aperta fino al 27 febbraio. Info 0574 1837859.
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