Il Tirreno

da domani al maggio musicale fiorentino 

«Una Butterfly intensa con la regia di Chiara Muti» Luongo sarà Sharpless

Ilaria Bonuccelli
«Una Butterfly intensa con la regia di Chiara Muti» Luongo sarà Sharpless

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Ilaria Bonuccelli

Si trattiene il fiato. Si spera, si crede al lieto fine. Ci si dimentica il finale. Forse questa volta va diversamente. L’attesa di cristallo non si infrange. Pinkerton non sarà così crudele. Sharpless lo avrà convinto a non spezzare le ali di farfalla di Cio cio san. Ecco Sharpless, il console americano. Da domani, nella nuova produzione di Madama Butterfly del Maggio fiorentino, il ruolo è affidato ad Alessandro Luongo, il baritono pisano fra i preferiti di Riccardo Muti e di molti compositori. Non a caso, spesso viene scelto per debuttare ruoli da protagonista di opere contemporanee: “Miseria e nobilità” di Marco Tutino al Carlo Felice nel 2018; “Le Baruffe” di Giorgio Battistelli (ispirato alle Baruffe ghiozzotte di Goldoni) con la regia di Damiano Michieletto, in prima mondiale a La Fenice di Venezia il 22 febbraio. Proprio a Venezia, alcuni anni fa Luongo debutta il ruolo di Sharpless, una delle opere più amate di Puccini.

Luongo, perché le piace interpretare Sharpless?

«Questo ruolo mi piace tanto, al di là di come possa essere caratterizzato in alcune regie – più o meno buono, più o meno anonimo – il console americano è un personaggio americano. È vero che è foriero di cattive notizie, ma cerca di essere la coscienza critica del disgraziato di Pinkerton. A differenza del cliché operistico, in Madama Butterfly il tenore è il personaggio insensibile, egoista; il baritono, invece, no. Intuisce il sentimento puro della ragazzina che viene proposta all’americano dal sensale, per soldi. Comprende il suo sacrificio profondo, di rinuncia alla propria cultura per amore. Un passo enorme. Perciò, cerco di interpretare il mio Sharpless restituendogli questo velo di bontà e anche di pentimento per quello che accadrà a Cio cio san. Per non essere riuscito a impedire il suo destino».

In effetti, Sharpless, già nel primo atto dell’opera mette in guardia Pinkerton al momento del finto matrimonio con una frase emblematica: “Badate ella ci crede”. Gli dice che considera le nozze vere, per sempre.

«Nella nostra versione, dopo studi attenti, la frase diventa “Badate, ella vi crede”. Per tutta l’opera Sharpless e Pinkerton si danno del voi e ci sembrava più coerente. Ma è anche per evidenziare che Cio cio san crede proprio a lui, al “marito”, ha fiducia nell’uomo, non tanto nella situazione».

È un’interpretazione che richiede un’attenzione alla psicologia dei personaggi.

«Già quando debuttai il ruolo alla Fenice lavorai molto su questo aspetto. Ma devo dire che la regia di Chiara Muti è proprio ritagliata sulle interazioni fra i personaggi. Chiara Muti pone l’accento sulle conseguenze che derivano dalle azioni di ciascun personaggio dell’opera e richiede a ciascun cantante uno sforzo attoriale importante. Ma è anche quello che, a mio avviso fa la differenza: io ho lavorato con lei in Manon Lescaut, Don Giovanni e altre opere: è una regista molto meticolosa. Il fatto che il direttore d’orchestra, Ivan Ciampa non sia mai mancato a una prova di regia, ha creato una perfetta sintonia che non sarà possibile non cogliere in scena. Personalmente sono cresciuto molto con questa produzione».

Se dovesse dare una ragione per invitare le persone a venire a vedere un’altra produzione di Butterfly, quale sarebbe?

«Le ragioni sono tante. Tutto l’allestimento è straordinario: le luci sono incredibili, i costumi, le scene. L’insieme è un quadro dal quale è difficile distogliere lo sguardo. Ma c’è qualcosa che va oltre lo sguardo. E lo dico da artista che è in scena. La regia di Chiara Muti, che pure è fedele al libretto, è riuscita a creare un’atmosfera drammaturgica di rara intensità. L’evoluzione psicologica del personaggio di Cio cio san (Madama Butterfly) si avverte, si tocca quasi con mano. Si vede perfino il crollo fisico nel secondo atto. Anche noi che siamo abituati a cantare il ruolo, abbiamo vissuto per la prima volta l’attesa di Cio cio san, la speranza del ritorno del suo Pinkerton. Siamo dentro un’opera nella quale tutto è in divenire, tutto è una sorpresa, anche se conosciamo il finale».

Ma se qualcuno non riuscisse a sentirla in questa Butterfly al Maggio, dove potrebbe trovarla nei prossimi mesi?

«Restando in Italia, debutto il ruolo di Escamillo nella “Carmen” al Regio di Parma e poi a Reggio Emilia a gennaio (il 15 e il 21). Poi sarò alla Fenice a Venezia per la nuova opera di Battistelli. Infine, in primavera, di nuovo a Firenze con il Maggio per “Le nozze di Figaro”, diretto dal grande Zubin Metha. E finalmente si torna a Pergola»

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