Il dolore
Macbeth di Livermore in platea anche Cattelan
«Un abbaglio di luceimpressionante» sarà il modo in cui terminerà il Macbeth che il prossimo 7 dicembre inaugurerà la stagione lirica del teatro alla Scala con la regia di Davide Livermore. Un barlume di speranza nel racconto di una storia che alla speranza lascia poco.
Nell’opera quando Macduff uccide Macbeth «c’è un finto finale gioioso, morto il tiranno tutti gridano libertà – ha detto Livermore ai detenuti di San Vittore spiegando l’opera – Ma nel 2021 siamo proprio sicuri che chi si disfa di un potere, una dittatura, di un governo sia meglio? ».
Insomma che Macduff che uccide Macbeth diventando re sia meglio di Macbeth che uccide Duncano? E proprio con questo dubbio il regista ha deciso di finire l’opera con una grata, una prigione che cala dall’alto, i cui cancelli vengono aperti da due bambini, cioè dal futuro, dalla possibilità «di una società migliore grazie ai giovani che riescono ad emanciparsi».
Sul palco “un poker” di grandi cantanti, guidati da una meravigliosamente perfida Anna Netrebko – Lady Macbeth che ordisce omicidi mentre balla le coreografie ideate da Daniel Ezralow, in platea e nei palchi un pubblico altrettanto artistico con star come Ornella Vanoni, Maurizio Cattelan e Giorgio Armani. Ornella Vanoni avrà come cavaliere Marracash, che nel 2019 alla Scala arrivò accompagnato da Elodie. Sarà letteralmente una prima d’artista quindi quella che inaugurerà la stagione lirica della Scala con il Macbeth di Giuseppe Verdi diretto da Riccardo Chailly.
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