Il Tirreno

al museo DEL novecento 

Antico e contemporaneo nell’arte di Leoncillo

G. R.

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firenze. «Dopo Medardo Rosso e Arturo Martini, vista la presenza nel Museo Novecento di tre ceramiche di Lucio Fontana, non potevamo che concentrare l’attenzione su Leoncillo, artista che ha tenuto saldo il rapporto tra l’arte umanistica e quella arcaica, aprendo ai nuovi linguaggi del contemporaneo possibilità espressive inedite, fonte d’ispirazione alle nuove generazioni dell’Arte Povera». Così il direttore Sergio Risaliti presenta la mostra che intende mettere in luce l’interesse dello scultore per l’antico, rileggendo le sue creazioni plastiche alla luce del rapporto con la grande arte del passato.

La mostra indaga i rapporti che Leoncillo ha intrattenuto con la classicità oltre che con i maestri del Rinascimento e del Barocco, lungo tutto l’arco della sua trentennale attività.

Le opere esposte, una trentina fra sculture, pannelli e carte, mettono in evidenza la continuità di sguardo che ne attraversa il lavoro, al di là delle classificazioni basate su criteri stilistici: infatti, dagli esseri ibridi e mostruosi del 1939 fino all’ultimo decennio in cui trionfa l’esperienza della materia, attraverso la stagione neocubista, Leoncillo non rinuncia mai ad articolare un confronto intimo con la scultura di ieri, non solo per restituire dignità al proprio materiale d’elezione, la ceramica, ridotta in genere a semplice strumento da artigiani.



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