La protesta
Petruzzelli, mediazione civile fra i proprietari privati e lo Stato
bari. I proprietari del teatro Petruzzelli di Bari chiamano in mediazione civile tutti gli enti pubblici, dopo le recenti sentenze con cui la Corte d’Appello ha riconosciuto che la struttura è di proprietà privata e non del Comune. L’istanza è stata presentata dagli avvocati Ascanio Amenduni e Ciro Garibaldi del foro di Bari per conto della famiglia Messeni Nemagna «poiché le due sentenze lasciano aperte molte e delicate questioni». Compresi i 43 milioni che i privati dovrebbero restituire allo Stato che si è accollato i costi di ricostruzione dopo l’incendio del 1991, meno di cento anni dopo l’inaugurazione. Infatti i lavori di costruzione iniziarono nel 1898 e il teatro venne inaugurato nel 1903.
Viste le tante questioni in sospeso i privati chiedono che Comune di Bari, Commissario Delegato, ministero dei Beni Culturali, Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli, Regione Puglia, Città Metropolitana e Presidenza del Consiglio dei Ministri «siano chiamate a confrontarsi sulle stesse, davanti a un organo di mediazione barese, cioè L'Aequitas, che ha sede proprio avanti al teatro Petruzzelli» spiegano in una nota i due avvocati.
«Chiamando in mediazione volontaria tutti gli enti pubblici interessati, abbiamo cercato di valorizzare gli strumenti conciliativi che lo Stato ha introdotto con la legge nel 2011. Del resto, il medesimo governatore della Puglia, Michele Emiliano, dopo le due sentenze, ha dichiarato che è arrivata l’epoca della pacificazione». «La chiamata in mediazione volontaria tutti gli enti pubblici interessati alla vicenda del Petruzzelli, è un gesto di responsabilità da parte della famiglia proprietaria, per ricucire strappi che altri hanno creato», ribadisce a LaPresse l’avvocato Ascanio Amenduni.
«Sarebbe la pacificazione “2.0”, perché la prima già avvenne con il protocollo d’intesa del 2002 ideato e imposto dal ministro per i Beni culturali, Urbani, imperniato, col beneplacito di tutte le parti, pubbliche e private, su permanenza della proprietà privata, completamento della costruzione a spese dello Stato, locazione quarantennale in favore della fondazione, a un canone calcolato dalla medesime pubbliche amministrazioni, al netto dell’ammortamento dei costi di restauro», spiega Amenduni nella nota firmata con l’avvocato Ciro Garibaldi. «Ma la parte pubblica con due espropri dichiarati illegittimi, il primo con decreto legge d’urgenza e il secondo fatto con delibera del consiglio comunale, ha mostrato di volersi rimangiare la sua stessa creatura contrattuale», aggiunge.
«Abbiamo chiesto la convocazione anche della presidenza del Consiglio dei ministri e inviato una preventiva lettera di cortesia al presidente Draghi, scrivendogli che avviamo la mediazione anche per dare prova di senso di responsabilità, ma che la migliore mediazione la potrebbe operare lui» evidenzia ancora l’avvocato Amenduni.
«Ci aspettiamo che le parti convocate si presentino tutte: anche la cittadinanza lo aspetta. E se ci convocherà il sindaco, senz’altro non diserteremo una preventiva interlocuzione con lui, come da tempo abbiamo auspicato», concludono i legali Amenduni e Garibaldi.
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