Il Tirreno

Ozpetek si racconta senza rete a teatro

Gabriele Rizza
Ozpetek si racconta senza rete a teatro

Stasera alla Pergola c’è “Ferzaneide”, vita, amicizie, arte, sentimenti del regista che ha lasciato Istanbul per Roma

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FIRENZE. Ferzan Ozpetek si racconta. Esplora la sua vita, il suo carattere, la sua personalità di uomo e di artista, mette a nudo le proprie emozioni, i sentimenti più intimi e segreti, l’amore, l’amicizia, lo stupore davanti al bello e la voglia di essere felici. Il regista de “Le fate ignoranti” (il film che dette la grande notorietà anche a Stefano Accorsi accanto a Margherita Buy), “Il bagno turco” e di “Mine vaganti”, solo per ricordare alcuni dei suoi film più fortunati, stasera alle 20,45 è al teatro la Pergola dove debutta il suo one-man show dal titolo quanto mai esplicito “Ferzaneide”.

«Questa volta – spiega Ozpetek , regista e scrittore turco che vive in Italia da metà anni Settanta – sul palco ci sono io, io solo a incontrare il pubblico, e metterlo a parte, renderlo complice della mia avventura artistica e del mio sentimento per la vita, la mia vita e quella degli altri». Sincero, scherzoso, affabile, pronto a spaziare dalla Turchia all’Italia, da Istanbul a Roma, Ozpetek si mette in gioco senza paraventi, muovendosi affettuosamente tra pubblico e privato. «Ferzaneide – dice ancora Ozpetek – è un viaggio sentimentale attraverso i miei ricordi, le suggestioni e le figure umane che hanno ispirato molti dei miei film. Vorrei parlare alle persone che hanno incontrato il mio cinema, ai molti che hanno letto le pagine dei miei tre romanzi, agli altri ancora che hanno ascoltato l’opera lirica delle mie dame straziate d’amore, Aida, Traviata, Madama Butterfly. Poco meno di un anno fa ho trasferito dal cinema al teatro le Mine Vaganti, bizzarra commedia della quotidianità, a me sempre care».

In effetti da raccontare Ozpetek ha molto, visto che si trasferisce a Roma da Istanbul proprio per studiare Storia del cinema alla Sapienza. E nel cinema riesce a lavorare (quasi) da subito, con registi di primo piano: collabora come assistente e aiuto regista con Massimo Troisi, Maurizio Ponzi, Ricky Tognazzi, Sergio Citti e Francesco Nuti. Il suo primo lavoro da aiuto regia è in “Scusate il ritardo” (1982) di Massimo Troisi; sempre come aiuto-regista lavora con Maurizio Ponzi nel film “Il tenente dei carabinieri” (1983) e “Anche i commercialisti hanno un’anima (1994)”. Due anni dopo collabora con Ricky Tognazzi nel film “Vite strozzate”: poi nel 1996 arriva il suo primo film da regista, “Il bagno turco”.

Da lì in poi è tutta storia nota. Fino a Ferzaneide, spettacolo bloccato dalla pandemia alcuni mesi fa, ora approda alla Pergola. «Nell’amore, nell’amicizia, nello stupore – conclude Ozpetek – in tutti quei gesti e luoghi illuminati dalla passione, negli anni ho sposato molte cause all’insegna del coraggio. Forse in questa parola è racchiuso il senso di quello che dirò sera dopo sera. Il coraggio di inseguire i propri sogni. Il coraggio di sfidare i pregiudizi. Il coraggio di essere felici. E sperare di tornare a esserlo di nuovo.

A teatro, al cinema, ai concerti, ai musei. Ovunque». Info 055 0763333.
 

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