Sicurezza
Milanese Imbruttito: via dalla città, apro un chiringuito...
Dal 7 dicembre nelle sale la pellicola che nasce dalla rete (su Facebook ha quasi due milioni di follower) ma ha ritmo e narrazione
Luca Trambusti
“Il Milanese Imbruttito” è un personaggio che nasce all’interno della rete (come pagina Facebook) e in poco tempo raggiunge il successo «uscendo dalla circonvallazione – la circonvalla – di Milano» per raggiungere tutta Italia. A oggi sui social ha i “numeri”: 1,9 milioni di fan su Facebook, 619.000 followers su Instagram e 490.000 iscritti al canale YouTube. Ora il “Signor Imbruttito” (interpretato da Germano Lanzoni) fa un ulteriore passo avanti, esce dalla rete e passa nelle sale cinematografiche (oltre 350 in tutta Italia) dove dal 7 dicembre sarà in visione “Mollo Tutto E Apro Un Chiringuito”. Il Milanese Imbruttito è una figura meneghina, un manager (dalle competenze mai chiarite) che vive con i concetti della doppia “F”: F**a e Fatturato. Lui che chiama i mezzi pubblici “sposta poveri” rappresenta in chiave ironica (e un po’ stereotipata) la frenesia di Milano, una città che non si ferma mai, votata al lavoro, al business, all’efficienza, al lusso, all’arrivismo e al poco rispetto di alcune regole civili. Ovviamente non è la realtà dell’intera città, come parziale è la rappresentazione architettonica di Milano: quella che si vede è funzionale al personaggio. Con la crescita della sua popolarità sulla rete il progetto de Il Milanese Imbruttito è diventato anche un business con implicazioni marketing e appoggi di brand. Se sino a ora l’Imbruttito è stato un uomo di successo, un manager vincente, nel film la situazione si ribalta. Dopo un fallimento lavorativo cade in depressione, in crisi d’identità e decide di prendersi una parte delle residue 52 settimane di ferie. Entra però in scena un amico che gli propone un “affare”: rilevare un chiringuito su una spiaggia in Sardegna (la location è quella di Cala Cipolla) . Il tutto, una volta sul luogo, si rivela una truffa. Un posto bellissimo ma lontano dai circuiti turistici e dov’è osteggiato, come i precedenti proprietari, dalla popolazione locale che lo vede intruso e nemico, venuto a rubare loro il mondo rurale in cui vivono. Le fatidiche due “F” del protagonista restano un remoto sogno. Il film ruota intorno alla contrapposizione tra il mondo dell’imprenditoria consumistica e affaristica e la salvaguardia delle tradizioni, del territorio e dell’ambiente. Due mondi distanti che però l’Imbruttito e la sua “squadra” (la moglie – la Wife, il figlio – il Nano e l’eterno fedele stagista – il Giargiana, cioè il poveraccio) riescono a coniugare, grazie anche a un’intuizione del manager e il suo, ribaltando le prospettive, apparente “prendere coscienza”. L’idea è di portare in quel luogo S.G.S. (Solo Gente Selezionata, perché l’Imbruttito parla spesso per acronimi) offrendo agli abbienti, un’esperienza “alternativa” lautamente pagata. Ma il business è il business e il protagonista casca nuovamente nei suoi vizi, salvo poi arrivare a un colpo di scena finale. “Mollo Tutto E Apro Un Chiringuito” è un film leggero ma con un “sotto testo” interessante, che mette in mostra le storture di quel sistema di affari come ragione di vita che il manager incarna. Il film è una doppia sfida: portare il personaggio in un contesto ancor più nazionale e farlo uscire dai tempi rapidi del web. Qui non c’è solo una dilatazione o raccolta di clip, come quelli disponibili in rete, ma c’è un film vero, con narrazione e ritmo.
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