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Sorrentino e la “mano di Dio” Si ride con i mostri di De Biasi

Sorrentino e la “mano di Dio” Si ride con i mostri di De Biasi

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ROMA. È un fine settimana di importanti uscite cinematografiche: in sala, forti di candidature agli Oscar e di battage pubblicitario, “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino e la nuova produzione della Walt Disney “Encanto”. Entrambi tra un mese saranno disponibili rispettivamente su Netflix e Disney+. Completano le uscite di questa settimana, la commedia “Una famiglia mostruosa”, l’ennesimo capitolo della saga horror “Resident Evil”, l’altruista “Sotto le stelle di Parigi” e due titoli in coincidenza con la Giornata contro la violenza sulle donne: “La festa silenziosa” e “Beginning”.

Paolo Sorrentino quando nel 2014 vinse l’Oscar per “La grande bellezza” nel suo discorso ringraziò Maradona. L’omaggio al celebre calciatore sembrava un’eccentricità e invece la passione per il grande campione ha realmente pesato nella vita del regista napoletano. Come ben dimostra “È stata la mano di Dio”, premiato col Leone d’argento a Venezia, che mette in evidenza il giovane protagonista Filippo Scotti (vincitore del premio Mastroianni) nei panni dello stesso autore da giovane.

“Encanto”, diretto da Jared Bush, Charise Castro Smith e Byron Howard, è il titolo numero 60 della Disney che sceglie un panorama incantevole: quello delle montagne della Colombia. Là vive la famiglia Madrigal, che è davvero speciale perché tutti hanno poteri magici. Tranne Mirabel.

In un certo senso sono magici, negativi ma nel segno del divertimento, pure i poteri dei membri di “Una famiglia mostruosa”, per la regia di Volfango De Biasi. Si tratta di un vampiro (Massimo Ghini) e una strega (Lucia Ocone) genitori di un giovane che ama e vuole sposare una ragazza del tutto normale.

“Resident Evil: Welcome to Raccoon City”, diretto da Johannes Roberts, continua la serie che ha preso il via 25 anni fa, garantendo ampie dosi di spavento.

“Sotto le stelle di Parigi” di Claus Drexel propone una storia edificante con la magnifica Catherine Frot che interpreta una clochard.

Il regista argentino Diego Fried con “La festa silenziosa” usa i meccanismi tipici del thriller per lanciare una vibrante denuncia contro la violenza sulle donne. “Beginning” segna il debutto alla regia della georgiana Dea Kulumbegashvili. Al centro ci sono le vicissitudini di una donna, moglie di un esponente di una comunità religiosa d’impronta fortemente patriarcale.

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