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Tormento, passione e genio di Chet Baker. La morte misteriosa nel noir a tutto jazz

Luca Trambusti
Tormento, passione e genio di Chet Baker. La morte misteriosa nel noir a tutto jazz

Sorprende la pellicola firmata dall’olandese Rolf van Eijk con un superbo Steve Wall nei panni del trombettista  

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Per tre giorni (da lunedì a mercoledì prossimi) sarà nelle sale cinematografiche “Jazz Noir” un film dedicato alla leggenda del jazz Chet Baker partendo dalla sua misteriosa morte, come ben specifica il sottotitolo: “Indagine sulla misteriosa morte del leggendario Chet”. Non si tratta di un documentario o di un biopic, ma di un vero film, firmato dal regista olandese Rolf van Eijk, con tanto di attori tra cui un superbo Steve Wall che interpreta in maniera magistrale il tormentato trombettista.

“Jazz Noir”, una piccola produzione olandese casualmente scovata dal produttore italiano Wanted Cinema, è un giallo che parte dalla morte del trombettista avvenuta ad Amsterdam il 13 maggio 1988. Su quanto successo quella notte non fu mai fatta completamente luce e ancora adesso non si sa se il cadere dalla finestra dell’hotel nel quartiere a luci rosse della città olandese fu suicidio, omicidio o incidente. La pellicola prende in considerazione tutte le ipotesi e alla fine le indagini del poliziotto si concludono propendendo per una delle possibili idee (ovviamente non diciamo quale). Partendo dall’episodio della morte, questo “noir” scava – guidati dalle indagini dell’investigatore Lucas – in profondità negli ultimi anni di vita di Chet Baker, geniale quanto tormentato jazzista, segnato da luci e ombre e da una forte tossicodipendenza. Della sua figura non si nasconde niente, il film non fa sconti, ne mostra la debolezza, la violenza verso la fidanzata Sarah, non evita la tossicodipendenza, ma ne esalta le doti artistiche, frutto anche del suo tormento interiore. «Il blues pervade tutti noi – disse Baker – abbiamo bisogno del blues, perché quando sei stanco del blues non hai più niente su cui contare».

Quello che ne esce è il ritratto di un angelo e demone, genio e sregolatezza, di un uomo sul finire della sua esistenza, segnato dall’arte e dalla vita, nel fisico e nell’anima. La pellicola ha un affascinante andamento lento, con una fotografia dalle tinte fosche, è dolente, sofferente come la vita del jazzista ma allo stesso tempo cattura e coinvolge. Nel film si è cercato di ricostruire più fedelmente possibile l’ambientazione, curando la messa in scena dei vicoli di Amsterdam, i locali jazz fumosi e i vecchi studi di registrazione. Si è lavorato molto sulle interpretazioni musicali. Steve Wall, il Baker in pellicola, è un musicista (frontman dei The Walls and the Stunning) e per l’occasione ha preso lezioni di tromba e canto così da sembrare credibile nelle esecuzioni, che musicalmente però sono tracce originali delle ultime incisioni di Baker, mentre “My foolish heart” e “My Funny Valentine” sono realmente cantate da Wall.

Il film non è destinato solo agli appassionati del geniale trombettista, che anzi troveranno forse superflua, imprecisa e limitata la narrazione filmica. Questo è un film sulla sua sofferenza, sulla bruciante passione per la musica e di quale sia il rapporto tra questa e l’anima. La morte di Baker è un pretesto, un punto di partenza che, con andamento circolare, coglie l’occasione per raccontare un artista maledetto, bruciato a 58 anni.

“Jazz Noir” (recitato in inglese e olandese ma sottotitolato in italiano) sarà disponibile in circa 80 sale in Italia. In Toscana il film sarà al The Space di Livorno, al Teatro Odeon di Pisa e a Firenze al The Space Cinema Cinehall e Spazio Uno.

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