Sicurezza
Libri rari o antichi al Salone della Cultura
Rarità come il “Varon Milanes” di Giovanni Capis (1606) esistente in pochissimi esemplari, un dizionario etimologico del lessico milanese sull’origine latina e greca del dialetto meneghino, o come la “Storia genuina del Cenacolo insigne dipinto da Leonardo da Vinci” pubblicata da padre Domenico Pino, prima monografia del 1796; prime edizioni del ’900, da quelle di Eugenio Montale “Ossi di seppia” e “Finisterre”, stampato in 200 esemplari, di cui 150 numerati, a “Il Dottor Zivago” di Boris Pasternak, fino a tutte le opere di Dino Buzzati, nei 50 anni dalla scomparsa. E ancora, opere preziose come il manoscritto “Il pubblico e l’artista” di Fortunato Depero e l’intera collana di libri “I satelliti” ideata da Bruno Munari per Bompiani. Sono solo alcune delle chicche per bibliofili, esperti, collezionisti e appassionati della carta stampata che si potranno ammirare alla quinta edizione del Salone della Cultura, in programma a Milano sabato e domenica prossimi. Il Salone, che si svolgerà al Superstudio Maxi in via Moncucco, presenta un’ampia scelta di opere rare, libri esauriti, introvabili, preziosi o d’artista, prime edizioni, manoscritti e incunaboli proposti dall’Associazione librai antiquari d’Italia.
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