La manifestazione
Frammenti manoscritti della Commedia in mostra
FIRENZE. Nuove sorprese costellano l’anniversario dantesco dei settecento anni dalla morte del Sommo Poeta. Si apre oggi a Firenze, allestita nella Sala San Giovanni dell’Istituto degli Innocenti, un piccola preziosa mostra dal titolo “Una eredità inaspettata. I frammenti della Commedia”.
Si tratta di nove pergamene di versi del poema dantesco, pagine manoscritte appartenenti ad un codice trecentesco, tirate fuori dall’archivio dell’Istituto e per la prima volta esposte al pubblico. I nove fogli erano stati usati come “carte di guardia”, secondo le prassi librarie del riuso di pergamene antiche, all’interno di alcuni registri contabili appartenenti alla famiglia Violi, lanaioli e tintori fiorentini, e confluite all’Istituto degli Innocenti nel 1594 con lascito ereditario.
«Le opere di Dante – spiega la presidente dell’Istituto Maria Grazia Giuffrida – ebbero una enorme diffusione già nel Trecento: la Divina Commedia era il testo letterario più trascritto in assoluto, seconda solo alla Bibbia. Molto spesso le versioni manoscritte della Commedia non sono libri intatti, ma frammenti sfusi. Le pergamene degli Innocenti appartengono a questa tipologia. Quando, dalla seconda metà del Quattrocento, la trascrizione manuale dei testi viene soppiantata dal libro a stampa, i vecchi manoscritti sono ritenuti inutili, obsoleti e scartabili, e si diffonde la prassi di riutilizzare le pergamene medievali per fare le rilegature di nuovi libri. Lo scopo della mostra è principalmente quello di valorizzare questi reperti, raccontandone la complessa storia conservativa ed il loro significato con un linguaggio che si rivolga anche ai ragazzi che vengono a visitare il nostro museo».
La mostra rimane aperta fino al 28 dicembre. Info www. museodeglinnocenti. it.
G.R.
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