Il Tirreno

l’anteprima 

Sorrentino a Napoli «È il momento più bello»

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«Mi emoziona presentare il mio film a Napoli, è come partecipare al mio matrimonio. Qui verrà compreso in tutte le sue sfumature, non sarà una prova facile ma forse stasera sarà il mio momento più felice legato a È stata la mano di Dio». I momenti magici dei nove minuti di applausi al Festival di Venezia e perfino la corsa come film italiano agli Oscar sono stati superati, in quanto a tasso di felicità, dall’anteprima napoletana in scena al cinema Metropolitan. Lo ha detto Paolo Sorrentino, che ha scritto e diretto il film, nell’affollata conferenza stampa all’hotel Vesuvio .

Prodotto da The Apartment, società del gruppo Fremantle, “È stata la mano di Dio”, che sarà in 250 sale italiane dal 24 novembre e su Netflix dal 15 dicembre, è il film più personale del regista. Un’immersione dolce, tragica e anche ironica nella sua storia personale vissuta nella Napoli degli anni Ottanta, tra il culto di Maradona, i riti della sua famigliona (qui ribattezzata Schisa) le corse in motorino, l’attrazione per il cinema e, soprattutto nella profonda ferita della perdita dei genitori uccisi da una fuga di monossido di carbonio nella loro casetta a Roccaraso (nel film sono Toni Servillo e Teresa Saponangelo mentre il Sorrentino- Fabietto Schisa è sontuosamente interpretato dall’attore Filippo Scotti).

Il regista premio Oscar ha spiegato che parlare sempre del film in questi mesi ha fatto sì che il suo dolore si attutisse: «Il racconto quotidiano del mio dolore lo ha fatto diventare quasi noioso – ha chiarito – adesso non lo racconto più a me stesso ma agli altri, e annoiarsi è una bella scorciatoria per non preoccuparsi più delle proprie pene».

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