Il Tirreno

La voce di Faber nel "Discover" di Zucchero, album di cover con un duetto (im)possibile

Luca Trambusti
Zucchero nel servizio di Daniele Barraco per l'uscita di Discover
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Zucchero nel servizio di Daniele Barraco per l'uscita di Discover

Diciotto brani improntati all'intimità con le collaborazioni di Bono, Elisa e Mahmood. «Scriverei un testo per i Maneskin»

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FIRENZE. Esce venerdì 19 novembre il primo album di cover di Zucchero. "Discover" non è un progetto di ripiego ma un album a pieno titolo programmato in tempo di pandemia poi rinviato e rivisto. Nelle 13 riletture (18 nella versione box) il musicista emiliano tocca diversi stili artistici, distanti tra loro ma lo fa con la sua sensibilità, la sua visione risuonando quelle canzoni che, come dice, appartengono alle sue passioni. In generale Zucchero propone versioni rallentate, intime, pacate, lontane dalla sua anima musicalmente "nera", con il ritmo che lascia spazio alle melodie e alle sonorità semi acustiche. «C'è un velo di malinconia e non ci sono brani aggressivi o tirati come in altri dischi in studio» conferma Zucchero. Ma al solito Adelmo Fornaciari non si tira indietro quando c'è da collaborare con prestigiosi nomi della scena mondiale.

I grandi autoriinternazionali
Ecco allora, oltre alla rilettura di "No Time For Love Like Now" ("Amore Adesso"), firmata Stipe e già suonata in una deserta piazza San Marco a Venezia, spuntare la voce di Bono a interpretare la parte in inglese di "Let Your Love Be Known", che tradotta da Zucchero diventa "Canta La Vita". «Ho scoperto il brano - spiega il cantautore - una mattina su Youtube per caso. Ho chiamato Bono e gli ho chiesto un cameo, non un vero duetto. Lui è stato molto generoso e ha fatto anche i cori. Ci teneva che ci fossero».

Fabrizio De André canta con Zucchero
Ma di duetti il disco ne ha altri, incluso quello "virtuale" con Fabrizio De André nella bellissima rilettura di "Ho Visto Nina Volare", che Zucchero aveva già presentato in occasione del tributo a De André. «Devo ringraziare Dori Ghezzi - dice Fornaciari - che me l'ha consigliata e ha visto giusto. Mentre la registravo ho sentito l'esigenza di far entrare la voce di Fabrizio che regala un'enfasi e una magia particolari. Quando arriva è come un vento caldo dietro la schiena che fa andare avanti».

Il Blues, Moby e Mahmood
L'unico brano chiaramente blues è "Natural Blues", nota nella versione di Moby che qui viene riproposta in duetto con Mahmood, del quale dice: «Sin dalla sua prima apparizione a Sanremo ho capito che aveva una voce soul pur facendo cose diverse. Lo avrei visto bene cantare canzoni black e lavorando in studio su questo brano ho confermato la mia idea. È stato lui a scegliere la canzone».

Elisa e Zucchero la storia di Sanremo
Infine il duetto con Elisa, per la quale Zucchero ha co-firmato "Luce (Tramonti a Nord Est)" e che ha vinto Sanremo 2001. A tal proposito ricorda: «Mi chiamò Caterina Caselli che voleva Elisa a Sanremo ma lei non intendeva cantare in italiano e così Caterina ha pensato a me dicendo che sapevo far suonare l'italiano come fosse inglese. Elisa venne da me e subito confermò di non voler cantare in italiano. Un paio d'ore dopo, quando sentì la nuova versione, disse: "Bella. Ma tanto io in italiano non canto». E se ne andò. Poi - continua Zucchero - partii per San Francisco per fare il mio disco e mentre ero là seguii in diretta la finale del Festival. Scoprii che Elisa era andata con quella canzone e vinse anche. «Ho pensato che fossero canzoni mie Oltre ai brani in italiano (a cui si aggiungono "Fiore di Maggio" di Concato e "Con Te Partirò" - "diciamo che ho avuto un ruolo a convincere Bocelli a cantarla") le cover puntano all'estero rileggendo Coldplay, Genesis (il singolo), Rag'n'Bone, Jefferson Airplain e la coppia Morricone Roger Waters.«Sono partito pensando alla musica che facevamo da ragazzi, nel periodo del progressive con i Genesis, Pink Floyd, Jethro Tull. Alla fine dopo aver tolto molte cose che ho amato, considerando anche la resa delle cover, sono arrivato a questa rosa che fonde il mio amore per la musica anglosassone e la melodia italiana. Sono - prosegue - le canzoni che avrei voluto scrivere io e ho preparato il disco come se lo fossero».

Scriverei per i Maneskinsono eccezionali
Zucchero è uno degli artisti italiani più noti all'estero, fama ora da condividere con i Maneskin. «Dopo Sanremo gli feci i complimenti. Sono un fenomeno eccezionale. Il loro rock trasgressivo, irriverente, con una forte immagine è stato vincente. Non vedo l'ora di sentirli dal vivo. «In quella fase - ricorda Zucchero - ci sono passato anch'io tra l'89 e il 92. Quando avevo deciso di smettere è arrivato il successo all'estero, senza fare niente. Da lì tutti mi volevano». Chiude con una battuta. «Potevo mettere nel disco "Honky Tonk Woman" dei Rolling Stones fatta con i Maneskin. Potrei anche scrivere per loro».

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di Redazione web