Il Tirreno

«Ringrazio “Piccole donne” Isabel Allende e Donna Tartt le ho lette e rilette più volte»

Elena Torre
«Ringrazio “Piccole donne” Isabel Allende e Donna Tartt le ho lette e rilette più volte»

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Elena Torre

Cristina Caboni, cagliaritana, 53 anni, è una delle autrici italiane più amate, e con il suo libro “Il sentiero dei profumi” tradotto in tutto il mondo ha iniziato un viaggio nelle storie che oggi appartengono a milioni di lettori. Da poco è uscito “La ragazza dei colori” sempre per Garzanti, ma lei cosa legge?

Il primo che ricordo

«Pochi giocatoli ma tanti libri, era quello che mia madre ripeteva spesso – dice Cristina Caboni – Credo di dovere a lei la capacità di andare oltre l’immaginazione, perché i libri sono strumenti che ti insegnano a volare. “Piccole donne” di Louisa May Alcott non è il mio primo libro, ma è quello che ricordo nitidamente e che da bambina ho riletto così tante volte da conoscerlo praticamente a memoria. Mi piaceva identificarmi ora in una ora nell’altra sorella March. Credo di dover ringraziare la Alcott perché in un unico romanzo ha rappresentato un mondo vasto e variegato, capace di dare al lettore, anche giovanissimo come nel mio caso, diverse declinazioni di lettura. Una migliore dell’altra».

IL LIBRO ispiratoRE

«Imbattermi in uno dei saggi di Brian Weiss è stato bellissimo, francamente credo che il nostro incontro sia stato orchestrato dal periodo che abbiamo vissuto – dice la scrittrice – Il Covid ha sconvolto le esistenze e riflettere dunque è diventato imperativo. Desideravo qualcosa di intimo e profondo allo stesso tempo, che fosse capace di rispondere ai miei interrogativi perché mi sentivo un po’ naufraga e un po’ fatalista. “Molte vite, un solo amore” è un saggio meraviglioso. Non scientifico perché si parla di aldilà, ma con un approccio certamente onesto, privo di sentimentalismi inutili, chiaro e conciso. Non siamo solo materia, credo che la parte migliore di noi risieda nel nostro spirito e questo e gli altri libri di Weiss affrontano grandi tematiche con la giusta delicatezza ma anche tanta determinazione».

Da consigliare

«Tra le mie letture c’è sempre un libro fantasy. Amo il genere. Sentirmi proiettare in altri mondi mi restituisce il giusto grado di leggerezza, e mi permette di far affiorare il mio io bambino. “La casa sul mare celeste” di T. J. Klune è un meraviglioso romanzo sulla diversità, la paura irrazionale di ciò che non conosciamo e i danni causati a noi stessi e agli altri dal pregiudizio. Linus, un assistente sociale dell’ispettorato della magia, deve verificare che un certo orfanotrofio sia adeguato per i piccoli ospiti. Si tratta di cinque bambini straordinari che vivono in un luogo separato dal mondo, un’isola lontana da tutti. Linus ha un mese per verificare la situazione e decidere come agire. Ciò che accadrà in quel periodo cambierà la sua percezione dell’esistenza».

I PIù AMATI

«Credo che questa sia una domanda davvero molto difficile. Credo di essere una lettrice molto fortunata perché ho una scorta di meravigliose storie da leggere e rileggere ogni volta che ne sento il bisogno. “La casa degli spiriti” di Isabel Allende è uno dei miei must, credo che sia un libro così famoso da non richiedere nemmeno un filo di trama. Così è anche per il glorioso “Il cardellino” di Donna Tartt. Credo di averlo letto quattro o cinque volte. Vale lo stesso per “Cime tempestose” di Emily Bronte. Ho una vera predilezione per queste geniali sorelle. Credo che ci abbiano lasciato in eredità delle vere eccellenze, capaci di affondare nell’anima del lettore, di appassionarlo e di farlo riflettere».

IL LIBRO Sul comodino

«“Sette piccole lezioni di fisica” è un libriccino che rivela un mondo. Matematica e fisica hanno sempre esercitato un incomprensibile fascino su di me visto che le ho sempre reputate oscure e respingenti. Nei loro confronti, infatti, ho vissuto quasi una sorta di timore reverenziale. Quando mi è stato donato il libro di Carlo Rovelli dunque ero molto titubante. Figuriamoci, un libro che racconta la fisica... Ma dal momento che tra tutti i miei difetti non c’è mai stato il pregiudizio letterario, mi sono buttata a capofitto nella lettura. E mi si è aperto il mondo delle meraviglie. Che dire, una stupenda rappresentazione della realtà mostrata da uno scienziato che ha il grande pregio di saper comunicare».

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