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Disilluso, ma non si arrende: un’altra perla di Vasco Rossi - Video

Esce l’attesissimo “Siamo qui” con dieci tracce inedite dopo molti anni. Un mix pieno di libertà fra esplosioni rabbiose di rock e ballate melodiche


12 novembre 2021 Luca Trambusti


Esce oggi, nella data palindroma del 12 -11- 21, il nuovo album di Vasco Rossi dal titolo “Siamo qui”. Le dieci tracce del disco sono un perfetto bilanciamento tra brani d’impatto rock e ballate. Netta è anche la divisione nella produzione: il giovane Vince Pastano (ruvido chitarrista e produttore artistico dei live di Vasco) si occupa della parte rock, mentre lo storico arrangiatore Celso Valli mette le sue competenze al servizio delle ballate. Il disco è stato preceduto da due singoli: la recente title track “Siamo qui” e la conclusiva “Una canzone d’amore buttata via” sulle cui note danzava Roberto Bolle lo scorso primo gennaio durante “Balla con me” lo special tv del ballerino in cui il cantautore era ospite.

C’è molto di Vasco in “Siamo qui”: ci sono i suoi testi sempre in bilico tra rabbia, ironia, amore e denuncia, testi costruiti intorno a poche concise frasi, sia quando sono rabbiosamente rock, sia quando si aprono alle melodie. Impeccabile dal punto di vista sonoro, produttivo e di arrangiamento il disco contiene alcuni brani che saranno dei cavalli di battaglia durante il tour, brani adatti alla necessaria pressione sonora di un concerto, ma anche momenti più intimi in cui rifiatare e seguire la melodia con il rito delle torce del telefono, il sostitutivo di quello che una volta era il “momento dell’accendino”.

Tra le dieci tracce ci sono pochi “riempitivi” perché è un disco corposo, in cui le chitarre urlano forte. In ambito rock colpiscono l’iniziale “XI comandamento” e il tango rock di “Un respiro in più”, mentre tra le ballate spiccano i due singoli: la rock ballad “Siamo qui” e la ballata pop rock soft di “Una canzone d’amore buttata via”.

La parola “siamo” pare essere una sorta di filo rosso che lega la carriera di Vasco: 40 anni fa era “Siamo solo noi”, divenuto poi “Siamo soli” e trasformatosi ora in “Siamo qui” («in un mondo che non vorrei», dice Vasco). È un percorso di mutazione, di disillusione e di presa di coscienza senza mai arrendersi e smettere di lottare, indomito e resiliente. Da tutto ciò esce un disco piacevole che comprova l’estrema libertà creativa di Vasco Rossi, che non deve certo dimostrare o confermare nulla. Lui fa ciò che sente e vuole. Tra le sue volontà c’è quella di tornare sul palco per realizzare un tour in sospeso da due anni. Tra nuove date e sold out (sinora oltre 600mila biglietti venduti) la partenza è fissata per il 20 maggio 2022 da Trento con una tappa (sold out) a Firenze il 3 giungo alla Visarno Arena.

“Siamo qui” è disponibile, oltre che in digitale, in vari supporti: cd, vinile, musicassetta, con copertine diverse, con gli scatti fotografici in successione fino all’ultimo con Vasco al centro dell’enso, che in giapponese significa cerchio, simbolo di forza, luce e armonia.

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