Gioco
“L’eroe senza paura” I pugni e il cuore di Mazzinghi sul palcoscenico
Domani la prima a Torino dello spettacolo sul pugile La storia è liberamente tratta dal libro di Torromeo
Paolo Falconi
PONTEDERA. Ecco “L’uomo senza paura” ma anche l’uomo senza tempo. Come lo sono i miti, quelli veri.
E come è Sandro Mazzinghi, il pugile scomparso ad agosto dell’anno scorso ma che continua a vivere nella mente degli appassionati di boxe e nel cuore dei suoi familiari e dei tanti amici.
Così è nato un spettacolo teatrale con prima assoluta in Italia domani a Torino, al Cus – il Centro sportivo dell’università di Torino intitolato a Guido Rossa in via E. Artom, 30A – dove è stato allestito un ring appositamente per lo spettacolo.
La speranza poi, da parte di tutto il cast, è di proseguire con date nei teatri, o anche nei palasport come avviene nel capoluogo piemontese, di tutta Italia.
Pontedera compresa, ovviamente.
“L’uomo senza paura” è la storia non soltanto del pugile pontederese Sandro Mazzinghi, ma anche di quell’Italia che lo vide salire, dominare ed emozionare sul ring: erano gli anni Sessanta e Settanta e le sfide che si combattevano sul “quadrato” erano davvero “senza paura”.
Se capita di sfogliare qualche album di foto, vedremo i due contendenti, i due pugili, spesso degli “ecce homo”, tanto la faccia era tumefatta e sanguinante.
“L’uomo senza paura” è uno spettacolo di Mauro Parrinello e Francesca Montanino, diretto e interpretato dallo stesso Parrinello, la drammaturgia della Montanino e l’aiuto regia di Alessandra Scatà. Le musiche sono di Matteo Sintucci e Celeste Guagliandolo con le voci di Federico Giani e Carlo Cravino.
Per lo spettacolo nel capoluogo piemontese i ringraziamenti della produzionevanno anche a Marco Gobetti, Riccardo Alessandri, Guido Carli e SportForma di Torino.
Lo spettacolo è liberamente ispirato a “Anche i pugili piangono “di Dario Torromeo, un bel volume uscito nel 2016 per Absolutely free editore e vincitore del premio selezione Bancarella sport.
«È una emozione forte vedere tanto interesse per la figura e ciò che ha fatto e rappresenta ancora il nome di nostro padre».
E questo avviene non solo sul territorio nazionale, ma anche negli Stati Uniti «da dove ci arrivano grandi manifestazioni di affetto. È davvero – rilevano i figli David e Simone Mazzinghi – una cosa fantastica vedere che oggi si realizza uno spettacolo sulla sua vita che porteranno in giro per l’Italia: ci emoziona molto e ci fa capire quanto questo uomo e questo atleta sia ancora amato da tanta gente, che magari l’ha conosciuto poco durante i fasti della sua carriera e delle imprese sul ring».
La vita di colui che divenne campione del mondo della categoria super welter, Sandro Mazzinghi appunto, non è sempre stata facile e nell’arco della sua esistenza terrena (che si è chiusa il 22 agosto dello scorso anno) ha dovuto affrontare prove molto difficili. Però è sempre riuscito a risollevarsi a testa alta.
Insomma, Sandro Mazzinghi, grande atleta con sei titoli europei e otto titoli mondiali, è un campione autentico sul ring e nella vita. Unanimemente riconosciuto: «Un uomo che non ha mai dimenticato il sudore e i sacrifici che gli hanno fatto guadagnare il successo, ma tutto questo non gli ha mai fatto dimenticare di essere e di fare il padre» rilevano ancora con soddisfazione i figli David e Simone.
“L’uomo senza paura” a teatro ha lo stesso titolo di “Man Without a Star”, un film del 1955 diretto da King Vidor. Si tratta di un film western con Kirk Douglas, basato sul romanzo di Dee Linford. E se Douglas interpreta un cowboy vagabondo, nel lavoro teatrale quella di Mazzinghi è una storia che «s’intreccia perfettamente con la storia del nostro Paese – evidenzia Mauro Parrinello – ho quindi voluto portarla a teatro, ispirato dal libro di Dario Torromeo e stimolato dall’idea di raccontare con un monologo una storia corale. Senza che fosse uno spettacolo documentaristico ma neppure uno spettacolo per soli appassionati di pugilato». Uno spettacolo da non perdere.
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