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al museo galileo di firenze 

Se le stelle diventano arte Restaurato il prezioso Globo celeste del 1613

Gabriele Rizza
Se le stelle diventano arte Restaurato il prezioso Globo celeste del 1613

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Gabriele Rizza

FIRENZE. Il Globo celeste, realizzato da Jodocus Hondius Jr. e Adrian Veen nel 1613, è fra i pezzi più importanti conservati al Museo Galilei di Firenze. Dedicato ai Signori delle Province unite del Belgio, il Globo riporta le stelle osservate dall’astronomo danese Tycho Brahe e quelle antartiche rilevate da Pietre Dierchsz Keyser. Una carta del cielo piena di sorprese e di raffinata bellezza.

La produzione cartografica conobbe un intenso fervore nel primo Seicento. Le scoperte geografiche erano all’ordine del giorno e significavano, oltre alla scoperta di nuovi esotici mondi, la nascita di nuovi mercati e vie commerciali. Mappe e globi erano perciò oggetti ricercati, che richiedevano un costante aggiornamento. Ecco dunque che la realizzazione e vendita di questi strumenti scientifici potevano apportare cospicui guadagni ai loro fabbricanti. Che avevano ad Amsterdam il loro centro operativo, conteso fra tre dinastie di cartografi: i van Langren, gli Hondt e i Blaeu. A cavallo fra Cinque e Seicento, nell’arco di circa sei anni, la competizione si tradusse nella comparsa di ben diciassette edizioni di globi, ciascuna proclamata, ovviamente, superiore a tutte le precedenti.

Il globo “fiorentino” è costituito da 12 fusi (fasce di carta della larghezza massima di circa 14 cm) divisi in due parti ciascuno e da due calotte circolari. Questi elementi così applicati rendono la lettura cartografica di tipo “convesso”: le costellazioni sono cioè mostrate come apparirebbero a un ipotetico osservatore collocato all’esterno della sfera celeste. Questo significa che le figure e i relativi asterismi appaiono speculari rispetto a come si vedono nel cielo notturno. Vi compaiono tutte le costellazioni descritte da Tolomeo nel secondo secolo d.C. mentre si notano le costellazioni dell’emisfero australe tracciate dall’esploratore Frederick de Houtman.

Ora, un meticoloso intervento di restauro durato sei mesi sotto la direzione di Lucia e Andrea Dori, reso possibile grazie al contributo dell’associazione Friends of Florence, ha consentito il recupero della piena leggibilità iconografica dell’opera, restituendo vividezza ai colori e alle stampe. La collaborazione fa il Museo Galilei e i Friends of Florence proseguirà anche nei prossimi mesi in occasione del restauro della Sala delle Carte geografiche in Palazzo Vecchio e del Globo terrestre di Egnazio Danti lì custodito.

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