Innovatore geniale e sempre contro Ecco Frank Zappa e tutto il suo mondo
Il documentario di Alex Winter indaga il grande artista attraverso il materiale (anche inedito) dei suoi archivi
Luca Trambusti
Sebbene Frank Zappa (1940-1993) sia considerato tra i più geniali e creativi compositori del Novecento ancora su di lui non era stata realizzata nessuna pellicola o documentario che ne ripercorresse la storia umana e artistica. A riempire questo vuoto arriva nelle sale (per gli ormai canonici tre giorni: da lunedì a mercoledì prossimi) “Zappa” con la regia (ma soprattutto il montaggio) di Alex Winter.
Per realizzare quest’opera la produzione ha avuto libero accesso all’enorme archivio della famiglia Zappa da cui sono uscite interviste, commenti, spezzoni di concerti, in alcuni casi anche inediti. Questi documenti cartacei, audio e video hanno permesso di mettere su pellicola il percorso artistico e umano del geniale musicista americano ma di chiara origine italiana (siciliano il papà, italo francese la madre). Nelle oltre due ore del film si ripercorre la vita di Frank Vincent Zappa, geniale compositore, innovatore e grande musicista, ma con evidenti limiti umani in particolar modo nei confronti dei musicisti che con lui hanno suonato.
Questo documentario non nasconde niente, traccia il profilo di un artista di grandissimo spessore, molto scrupoloso, fino a essere ossessivo e soprattutto innamorato della sua arte. Una concentrazione e un impegno che lo portavano a estraniarsi dal mondo e dagli affetti. L’unico rifugio dei sentimenti era la famiglia, la moglie e i quattro figli (sempre comunque in secondo piano). Zappa era sempre concentrato sulla sua personale visione della musica, fissato da come la sentiva lui nella sua testa e dalla continua volontà di renderla più possibile vicina a questa idea. Pretenzioso anche nei confronti dei suoi musicisti, tant’è che se in curriculum c’è una collaborazione con Frank Zappa, sicuramente ci troviamo in presenza di un talentuoso musicista.
Una lunghissima discografia (oltre sessanta dischi) ma, come fa notare Alice Cooper, «senza mai una vera hit di successo». L’unico episodio è “Valley Girl” che arriva nel 1982. Ma anche qui c’è dietro una storia: il brano, entrato in classifica, è un duetto con la figlia Moon che lei aveva voluto fare per poter stare vicina al padre. Zappa è stato geniale ma anche così inflessibile da non “piegarsi” mai al mercato, che era proprio lontano dalla sua concezione. Eppure le capacità di comporre delle hit non gli mancavano.
“Zappa” racconta delle sfaccettature di questo artista, che nella sua formazione (da autodidatta) è passato dal R&B anni 60 alla fascinazione di Edgar Varèse (compositore francese di nascita ma italiano di cultura e formazione e poi americano di adozione), ispirazione illuminante nella crescita di Frank. Il suo linguaggio è quello rock, ma l’origine è anche nella musica contemporanea, verso cui Zappa arriverà definitivamente al termine della sua carriera, che coincide con la prematura scomparsa.
A contribuire al racconto dell’opera e della vita di Frank nel film appaiono, insieme alle immagini d’archivio, i contributi diretti della vedova Gail, e quelli di molti collaboratori musicali e amici di Frank, tra cui Mike Keneally, Ian Underwood, Steve Vai, Pamela Des Barres, Bunk Gardner, David Harrington, Scott Thunes, Ruth Underwood, Ray White, Alice Cooper e altri. Purtroppo a testimoniare la sua attività live ci sono solo brevi spezzoni, tra cui un frammento di un concerto a Palermo. Non manca però la sua visione di mondo, arte e politica (con la campagna contro la censura) e i suoi attriti con l’establishment, la discografia e il mondo del business.
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