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Da Almodovar al Leone d’oro in sala si parla al femminile

Fabio Canessa
Da Almodovar al Leone d’oro in sala si parla al femminile

Una grande Penelope Cruz in “Madres paralelas”, “Ultima notte a Soho” è un cocktail riuscito, “La scelta di Anne” fra crudezza e forza della denuncia

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Fabio Canessa

Mentre si sono festeggiati i 90 anni di Monica Vitti, gran parte dei film usciti questa settimana hanno come protagoniste le donne: le inquiete madri spagnole di Almodovar, la giovane francese incinta di Diwan e la ragazza inglese di campagna che spera di diventare qualcuno a Londra sono commossi omaggi alla psicologia femminile, tanto più celebrata in quanto quasi tutti i personaggi maschili dei tre film, peraltro messi in secondo piano, fanno una bruttissima figura. Se il maestro Almodovar ci ha abituato da tempo a esaltare le donne, per il resto il cinema trova l’occasione di rinnovare il suo parco attrici, di scoprire nuove registe di talento e, a quanto pare, perfino di sostituire James Bond con una 007 di colore.

MADRES PARALELAS

Di Pedro Almodovar con Penelope Cruz, Milena Smit, Israel Elejalde.

Almodovar torna in gran forma e si conferma il regista più abile nel cesellare ritratti femminili, con l’aiuto prezioso dell’ottima Penelope Cruz, giustamente premiata a Venezia come miglior attrice. Qui nel ruolo di una fotografa impegnata a interrogarsi sull’importanza della verità sia storica che privata: mentre lotta per ritrovare i resti del bisnonno, trucidato dai franchisti, rischia di tradire una giovane amica conosciuta nel reparto maternità e poi diventata sua amante, complice un tragico scherzo del destino. Intrecciando sapientemente politica e sentimenti sullo sfondo consueto di un melodramma esistenziale, Almodovar ribadisce che archiviare e dimenticare il passato costituisce la premessa della colpa e di una vita infelice. Voto: 8

LA SCELTA DI ANNE

Di Audrey Diwan con Anamaria Vartolomei, Kacey Mottet Klein, Luana Bajrami.

Il calvario di una ventenne che, incinta nella Francia degli anni Sessanta, decide di abortire è la storia vera della scrittrice Annie Ernaux, tratta dalla sua autobiografia. La giuria della Mostra di Venezia ha premiato con il Leone d’Oro la forza della denuncia di un film grigio, volutamente respingente, lento e monocorde. La macchina da presa segue il volto imbronciato della brava protagonista nella sua angosciante discesa agli inferi, accompagnata da una musica ossessivamente monotona. Però Diwan non è Ken Loach, così lo spettatore, più che indignarsi, si avvilisce e la crudezza delle sequenze, che vorrebbe difendere la libertà della donna di decidere, tende al contrario a fare un efficace spot contro l’aborto. Voto: 6

ULTIMA NOTTE A SOHO

Di Edgar Wright con Thomasin McKenzie, Anya Taylor-Joy, Matt Smith.

Quant’è rischioso per una ragazza venuta dalla campagna cercare fortuna a Londra per affermarsi come cantante o stilista! Già la metropoli si mostra crudele e piena di insidie, se poi ci si mettono anche dei poteri paranormali in grado di mostrare fantasmi del passato, l’incubo è servito. Originale e curioso, il film è un cocktail di generi e di stili che ruota intorno al tema del doppio e dello specchio: inizia da musical, continua come “Midnight in Paris” e finisce come un horror con gli effetti dipinti da Francis Bacon. Impaginato a meraviglia da fotografia, scenografia e costumi di lusso, mette in guardia dai maschi maiali e dalle trappole dell’ambizione. Tra gli attori si rivede con piacere la vecchia gloria Terence Stamp. Voto: 7

IO SONO BABBO NATALE

Di Edoardo Falcone con Gigi Proietti, Marco Giallini, Barbara Ronchi.

Appena uscito dal carcere, un ladro romano si appresta a svaligiare la villetta di un anziano, ma scopre che il vecchio è Babbo Natale, con tanto di slitta, elfi e un enorme magazzino di giocattoli. L’ultimo film girato da Gigi Proietti è un piccolo miracolo del cinema italiano. Una fiaba deliziosa dove tutto funziona a meraviglia: dalla sceneggiatura ben oliata con dialoghi brillanti alla confezione impeccabile di una fotografia smagliante, dalla recitazione dai tempi perfetti di tutti gli attori agli effetti speciali formidabili, così rari nella produzione nostrana. Edoardo Falcone si conferma uno dei migliori registi sulla piazza, e il grande Gigi ci saluta con un colpo d’ala da maestro. Voto: 9

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