Il dolore
«Rowling transfobica», guerra a Harry Potter
Partito sui social il boicottaggio del primo film della saga del maghetto, che torna al cinema vent’anni dopo
Elena Torre
I primi problemi nel 2019. Quando J.K. Rowling, la scrittrice famosa in tutto il mondo per la saga di Harry Potter, prende posizione a favore di Maya Forstater, ricercatrice britannica non confermata per le posizioni “discriminatorie” verso le persone trans. Un anno dopo, la bufera vera e propria. La scrittrice propone via Twitter un neologismo per le persone che hanno il ciclo, facendo intendere che solo chi ha le mestruazioni si può considerare una vera donna. Si attira così le ire di donne, transessuali e transgender. In un momento le si appiccica addosso l’etichetta di “transfobica”. E il conto lo paga ora, alla vigilia dell’uscita (di nuovo) al cinema di un’edizione speciale di “Harry Potter e la pietra filosofale”, nel ventennale della prima: sui social corre aria di boicottaggio.
La parola d’ordine è di snobbare il film tratto dalla scrittrice tradotta in un’ottantina di lingue comprese il greco antico e il latino. Per rendere l’idea del seguito della scrittrice basta citare un altro dato: l’ultimo capitolo della saga del maghetto – “I doni della morte” – in Gran Bretagna nel giorno dell’uscita ha venduto qualcosa come venti copie al secondo, senza considerare tutto il merchandising che ha un volume d’affari che si aggira intorno ai 25 miliardi di dollari.
Eppure il ventennale di Harry Potter rischia di essere travolto dalla polemica vecchia di oltre un anno, ma ancora molto viva. All’autrice è sfuggito un like sotto a un tweet che recitava più o meno così «Le donne trans sono uomini con la gonna» un casus belli che ha visto dopo un primo momento di sconcerto e di incredulità tra i fans, vederla passare da un’ attivista per i diritti delle persone LGBT a una che viene definita TERF (Trans Exlusionary Radical Femminist). Un like che ha dato via ad una reazione a catena, che ha fatto comparire sul suo profilo un link che rimanda a un negozio on line che vende merchandising con una scritta “Le donne trans sono uomini” da lì immaginiamo il caos. Insulti a pioggia, cancellazione dell’account, riapertura, di nuovo insulti e infine un nuovo tweet con cui commenta un post di una ditta di assorbenti che si rivolge a persone non-binary e trans: «Persone che hanno il ciclo – twitta– sono sicura che ci fosse una parola per descrivere queste persone. Qualcuno mi aiuti... storpia la parola woman e propone -un’opinione: Creare un mondo post-CoVID-19 più equo per le persone che hanno il ciclo”. Da qui il delirio sulla rete che raramente si trasforma in confronto. Piovono milioni di commenti offensivi su di lei, il suo aspetto, il suo lavoro, i suoi personaggi, la sua ricchezza. Insomma, a parte l’elfo domestico Dobby, ci rimettono tutti Harry Potter compreso, quello letterario perché l’attore Daniel Radcliffe insieme a Emma Watson (la Ermione cinematografica), Eddie Redmayne e tanti altri che hanno portato sul grande schermo i personaggi della saga letteraria, hanno preso pubblicamente le distanze già dopo il primo tweet della scrittrice. Figuriamoci dopo quando J.K. Rowling per cercare di spiegare meglio la sua posizione forse peggiora le cose… ma tant’è la polemica serve anche ad alimentare l’attenzione e se serviva accendere un riflettore sul ritorno al cinema di “Harry Potter e la pietra filosofale”, sull’uscita della nuova fiaba “Il maialino di Natale” uscito da poco direi che l’operazione è riuscita. Ma tweet o non tweet, l’invito da più parti, anche da Daniel Radcliffe, è a rileggere Harry Potter perché la storia è fortemente inclusiva , difende “i mezzosangue” da chi vorrebbe a tutti i costi la purezza della razza, mette a riparo i più deboli dalle prepotenze, spinge a guardare sempre oltre le apparenze, è portatrice sana di amicizia, rispetto, amore, solidarietà e che fa delle differenze un punto di forza. In sostanza una storia che regala un mondo in cui gli oppressi hanno la meglio sulla crudeltà di un potere oppressivo e invita a essere chi siamo e fare attenzione alla magia che in ogni luogo e tempo ci accompagna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google