Gioco
San Miniato in festa con il tartufo bianco. Tre fine settimana di gusto e di svago
Degustazioni gourmet, ma anche escursioni e mostre Mostra-mercato accessibile con le regole anti-Covid
Marco Sabia
SAN MINIATO. Fervono i preparativi per la 50° edizione della Mostra Mercato del Tartufo bianco di San Miniato, che andrà in scena negli ultimi tre weekend di novembre dopo un anno di stop causa Covid. Ieri il programma della kermesse dedicata alla pepita bianca che nasce nei boschi sanminiatesi è stato presentato nella sede della Regione Toscana, alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani, del presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, del sindaco di San Miniato Simone Giglioli, del presidente di San Miniato Promozione (la fondazione che organizza la mostra) Marzio Gabbanini e del direttore regionale di Crédit Agricole Massimo Cerbai (la banca francese ha rilevato l’ex Cassa di Risparmio di San Miniato, punto di riferimento per tutto il comprensorio locale).
Sarà la donna la protagonista della cinquantesima edizione della Mostra Mercato del Tartufo bianco delle Colline sanminiatesi: il “tartufo declinato al femminile” – tema che era già stato scelto per l’annata 2020 – quest’anno verrà definitivamente proposto un anno dopo l’annullamento della kermesse causa Covid. Saranno sette gli spazi dove poter gustare il tartufo ma non solo, con eccellenze da tutta Italia. Ma non finisce qui, perché ci sarà spazio anche per mostre, convegni e visite nell’ecosistema nel quale il tartufo nasce. E anche per tour alla scoperta della storia del tartufo, sia a piedi che in mountain bike. Senza dimenticare l’Officina del Tartufo, che sarà animata con degustazioni di prodotti lavorati da chef di prestigio . Tutte le ricette interpretano il tartufo bianco di San Miniato e sono servite accompagnate da un calice di vino dell’Associazione Vignaioli Sanminiatesi.
La mostra si è adattata alla esigenze anti-Covid e animerà il centro storico di San Miniato per i fine settimana del 13-14, 20-21 e 27-28 novembre. Per accedere alla mostra (e alle navette che portano dalla parte bassa e al centro storico) servirà il Green pass (ci saranno controlli a campione). Per l’Officina del Tartufo, invece, il Green pass verrà chiesto all’ingresso in piazza Duomo. Al centro dell’evento ci sarà il tartufo bianco, che quest’anno diventa ancora più prezioso vista la scarsità: il prezzo è già attorno ai 3.000 euro al chilo e senza piogge è destinato a salire ancora; i tartufai da tempo chiedono alla Regione di posticipare sia l’inizio che la fine della stagione di raccolta, perché a settembre i tartufi non ci sono ancora e invece ci sarebbero a gennaio, quando la ricerca del tartufo non è più permessa secondo il calendario attuale.
«Si sente la voglia di ripartenza – ha detto Mazzeo – e quella di raccontare i nostri territori attraverso le nostre eccellenze». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Giani, che ha rimarcato la straordinarietà di avere una città animata dai turisti a metà novembre. «A condizioni normali – ha aggiunto il sindaco Giglioli – la mostra sarebbe stata attesissima; quest’anno lo è ancora di più dopo quello che abbiamo passato. Il tartufo è una gamba importante della nostra economia». «Speriamo – ha sottolineato Gabbanini – di avere il successo che la mostra merita. Abbiamo scelto di declinare la mostra al femminile perché vogliamo celebrare le donne che, nonostante tante difficoltà, raggiungono sempre risultati straordinari».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
