Il Tirreno

Maneskin come gli Stones. Folla in delirio a New York

Luca Trambusti
Maneskin come gli Stones. Folla in delirio a New York

La band conquista l’America e il 6 novembre sarà a Las Vegas con Mike Jagger & Co.

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Partendo dalla partecipazione al Tonight Show di Jimmy Fallon, late show di punta della TV americana, i Maneskin hanno iniziato la loro “conquista” dell’America. Mercoledì si sono esibiti nella prima vera data live d’Oltreoceano suonando al Bowery Ballroom di New York. Un vero bagno di folla in delirio per tredici brani in scaletta, più un bis, tra cui la hit “Zitti e buoni”. “Mammamia”, “In nome del padre” fino alla cover “Beggin”. Sono poi attesi lunedì 1 novembre al Roxy Theatre di Los Angeles, dove avranno in platea un impaziente Tiziano Ferro che sui social scrive: “Pronto in prima fila per supportare i nostri orgogli nazionali. Vai ragazzi, spaccate” e posta le foto dei biglietti. L’appuntamento più atteso, anche dal punto di vista mediatico, è quello del 6 novembre quando la band romana aprirà il concerto dei Rolling Stones all’Allegiant Stadium di Las Vegas.

Intanto, l’esibizione nella Grande Mela è stata un successo. Il locale, in verità non grande, con una capienza di 600 persone, era sold out, con un pubblico per lo più americano e qualche “supporter” italiano. Sebbene piccolo il Bowery Ballroom è una prestigiosa tappa anche per gruppi ben più affermati dei Maneskin che comunque si stanno ben comportando nelle classifiche americane e mondiali.

Le immagini in rete raccontano di una band carica e un pubblico infiammato che ha invaso il palco quasi travolgendo il quartetto.

L’Italian Invasion sta iniziando. In realtà i Maneskin sono il nome più recente di questa esportazione dell’italian sound. Già negli anni’70, sempre in ambito rock, ma in un diverso contesto artistico, sonoro, culturale e soprattutto mediatico, la Premiata Forneria Marconi (PFM) trovò fortuna attraversando l’Oceano. Nel 1974 la band pubblicò “Live in USA” (il loro primo live) che fotografava il fortunato tour negli States a cui ne seguirono altri. È passato il tempo ma la PFM è rimasta nel cuore degli stranieri; in America come in Giappone dove hanno una nutrita schiera di accaniti fan che accorrono ai tanti concerti che la formazione italiana tiene nel paese del Sol Levante. In realtà ci sono altri artisti italiani amati all’estero anche se in ambito rock ne contiamo ancora pochi. Un fenomeno sono i Lacuna Coil, band milanese di metal con la cantante Cristina Scabbia (giudice anche di The Voice) che godono di maggior notorietà fuori confine (anche in America) rispetto a quanto succede in Italia. Lo stesso per Bloody Beetroots, sigla dietro la quale si nasconde il mascherato bassanese Simone Cogo detto Sir Bob Cornelius Rifo, amatissimo in Europa con le sue esibizioni tecno-punk. C’è inoltre l’emiliano Marco Benny Benassi: uno dei più quotati DJ nel mondo.

Nomi questi che restano fuori dal grande clamore mediatico eppure portano la loro musica nel mondo giustificati dal fatto che suonano in maniera “internazionale”, poco vicina agli standard italiani. Standard invece che fecero conquistare l’America a Domenico Modugno con la sua “Nel Blu Dipinto Di Blu – Volare” da allora simbolo dell’italianità musicale al pari di “O Sole Mio”. Oggi quella tradizione la portano Laura Pausini, star in Centro e Sud America, al pari di Eros Ramazzotti che da parte sua sta conquistando pure l’est Europa. Si aggiungono Tiziano Ferro che da qualche anno si è affacciato alla ribalta internazionale e vive a Los Angeles e l’Orchestra Italiana di Arbore. Sul versante più “classico” o del pop “lirico” tra le star nostrane troviamo Pavarotti, Bocelli e Il Volo. Questi ultimi molto amati in USA. Trasversale, con i suoi tour mondiali che lo portano anche in Australia, è Zucchero che, pure lui, con il suo pop ricco di blues e soul, propone linguaggi internazionali più della melodia all’italiana. Vere star nei paesi dell’est sono: Toto Cotugno (famose le sue esibizioni con il Coro dell’Armata Rossa) , Pupo, Drupi e la coppia Romina Power e Al Bano con quest’ultimo amato anche in Germania. Così i Maneskin con un meritato successo si aggiungono a una (non folta) schiera di artisti italiani che hanno conquistato mercati esteri (particolarmente in ambito live) . RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web