Il Tirreno

il documentario 

Leo: «Questo è un atto d’amore verso Proietti»

2 MINUTI DI LETTURA





roma. «Un atto d’amore per Gigi Proietti». Così Edoardo Leo spiega le ragioni che lo hanno indotto a realizzare un film documentario sull’attore romano. E lo fa parlando dal palco della Festa del cinema di Roma dove non poteva mancare un omaggio a Proietti scomparso lo scorso anno nel giorno del suo compleanno, il 2 novembre.

Ecco quindi “Luigi Proietti detto Gigi”, firmato da Leo che a questo progetto ha iniziato a lavorare proprio insieme al grande attore. È un lavoro in cui il regista si è immerso cercando di raccontare nel modo migliore possibile la vita e la carriera di Proietti. Leo, amico e collega di Gigi, si è soffermato sull’uomo di spettacolo, grazie a ore e ore di materiale registrato, e lo ha filmato in ogni suo spettacolo, nelle prove, nei camerini. Da queste riprese è nato il documentario, che riporta anche l’ultima intervista con l’artista. Leo ha intervistato anche le persone più care a Gigi: i familiari, gli amici di sempre e i colleghi che hanno lavorato con lui, come Renzo Arbore, Fiorello, Loretta Goggi, Paola Cortellesi, Alessandro Gassmann, Marco Giallini e tanti altri.

«Più di tre anni fa ho chiamato Proietti per parlare con lui di come “A me gli occhi please” avesse cambiato le regole dello spettacolo, abbiamo iniziato a lavorarci, poi lui è uscito di scena e io dovevo scegliere se parlare di lui o solo dei suoi spettacoli. Ho atteso le decisioni della famiglia, se era il caso di andare avanti, poi mi sono imbarcato in un viaggio enorme. Siamo arrivati alla fine con un materiale su Proietti molto vasto. È un evento che abbiamo fatto come un atto d’amore verso Gigi».

«Indagando sulle vicende artistiche di Proietti – ha detto ancora Leo – ho scoperto quanto tutto il suo lavoro fosse oggetto di grande studio, faceva parodie dei classici perché li conosceva, e solo se hai quella cultura puoi farlo». E ancora, sul rapporto mai troppo felice di Proietti con il cinema: «È molto più mancato Proietti al cinema che il cinema a Proietti. Lui – ha concluso il regista – aveva bisogno del contatto del pubblico, il cinema non gli bastava e infatti quello che faceva sul palcoscenico era davvero incredibile».

Quando lo vedremo? «Troveremo una data adeguata per l’uscita in sala e poi in sinergia con la Rai una programmazione tv» ha concluso Paolo Del Brocco, amministratore delegatodi Rai Cinema.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze