Il Tirreno

a teatro 

Da Solarino a Lante della Rovere il palcoscenico è al femminile

Gabriele Rizza
Valeria Solarino in scena con “Gerico Innocenza Rosa” al Teatro Dante di Campi Bisenzio
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Valeria Solarino in scena con “Gerico Innocenza Rosa” al Teatro Dante di Campi Bisenzio

Con “Gerico Innocenza Rosa”, “Donne di malamore”, “Affari di famiglia” tante grandi attrici sotto i riflettori in giro per la Toscana nel weekend

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Una drammaturgia al femminile caratterizza la scena toscana in questo fine settimana. Dopo il prologo di ieri al Funaro di Pistoia con Francesca Sarteanesi, ex “Omini”, protagonista di “Sergio”, un monologo scritto insieme a Tommaso Cheli, «una voce sola in una scena vuota, un recitare intimo e affettivo, un colloquio interiore che si muove dolce, intenso, con poesia e sincerità, come un frammento minuscolo di una vita qualsiasi», come lei stessa lo definisce, il “giro rosa” fa tappa stasera a Firenze, Campi Bisenzio, Cascina e Calenzano.

Al fiorentino teatro di Rifredi (anche domani) Antonella Questa presenta in prima nazionale i suoi “Affari di famiglia”, uno sguardo complice, ironico e divertito, sul ruolo delle imprese a carattere familiare che rappresentano la spina dorsale dell’economia nel nostro Paese. «In Italia – dice Questa – l’85 per cento delle aziende sono a conduzione domestica, occupano il 70 per cento dei lavoratori e sono in Europa di gran lunga le più longeve. Però a ben guardare solo il 30 per cento sopravvive al fondatore e appena il 18 arriva alla terza generazione. Perché? È da questa domanda che si sviluppa lo spettacolo». Da sempre interessata a indagare la società, affiancata nell’occasione da Ilaria Marchianò, Antonella Questa mette sotto la lente di ingrandimento una realtà tutta italiana, la difficoltà cioè delle vecchie generazioni nel lasciare il posto alle nuove, un passaggio di consegne che diventa anche un modo per riflettere su come superare l’impasse, che non riguarda solo l’ambito imprenditoriale.

Per Valeria Solarino, quella al Teatro Dante di Campi Bisenzio, rappresenta una sfida. Perché al centro di “Gerico Innocenza Rosa”, scritto e diretto da Luana Rondinelli, c’è un personaggio di nome Vincenzo che cerca disperatamente di «ritrovare la propria identità oltre ogni pregiudizio». Nella casa che lo ha visto crescere, l’uomo si rivolge alla madre e alla nonna raccontando il suo percorso di “transizione”, fino a trovare il coraggio di smettere di essere Vincenzo e diventare Innocenza Rosa. «Attraverso le sue parole – dice Valeria – come un flusso di coscienza, il racconto tocca i momenti più dolorosi di questo percorso ma anche i ricordi più dolci: una storia che parla di identità ma che va al di là di ogni tipo di discriminazione».

Alla Città del Teatro di Cascina Maria Cassi col suo one-woman show “Mammamia! ” regala momenti di irresistibile comicità, dando vita a un divertente mosaico di personaggi e caratteri, distanti fra loro, ma uniti dalla esuberanza e dalla simpatia che sanno comunicare.

Infine al Manzoni di Calenzano Lucrezia Lante della Rovere, diretta da Francesco Zecca, declina le sue “Donne di malamore”, un monologo in forma di reading che affronta il tema della violenza contro le donne, liberamente tratto dal libro “Esercizi di resistenza al dolore” di Concita De Gregorio, una carrellata di gesti ordinari che rendono straordinarie tutte queste storie.


 

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di Redazione web