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Il papa, Ibrahimovic e Scalfari gli uomini dietro il ruolo pubblico

Il papa, Ibrahimovic e Scalfari gli uomini dietro il ruolo pubblico

Il tango e la percezione della sofferenza del pontefice, Eugenio padre e direttore Ibra, campione in cerca di riscatto: a Roma il cinema scopre l’intimità del “ritratto”

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roma. Ibra, il campione duro e spigoloso dal rapporto complicato con il padre ma anche con il campo; Eugenio Scalfari, uno degli uomini più raccontati ma descritto dalle figlie, in un viaggio sentimentale che unisce una storia pubblica e privata e infine papa Francesco con la passione per il tango, del rapporto con la nonna Rosa e il suo autentico sentire l’esigenza di dare conforto a chi soffre. Diversi tra loro ma tutti uniti da un comune denominatore i film e i documentari presentati ieri alla festa del cinema di Roma: il ritratto, il guardar al di là dell’ufficiale, della vetrina pubblica, il descrivere prima l’uomo e il suo sentire, poi il personaggio pubblico.

LA SAGGEZZA DEL TEMPO

Un ponte tra giovani e anziani, un racconto della terza età come tesoro da riscoprire, con anziani celebri come Martin Scorsese e l’etologa Jane Goodall, gente comune con storie straordinarie e, soprattutto, con Papa Francesco che racconta anche i suoi affetti. È un sorprendente papa Bergoglio pazientemente a disposizione delle telecamere, il protagonista indiscusso, con la sua voce narrante che punteggia le varie storie, di “Stories of a Generation con Papa Francesco”, la nuova docu-serie Netflix in quattro episodi ispirata a “Sharing the Wisdom of Time” (“La saggezza del tempo”) , il pluripremiato libro scritto da Papa Francesco a cura di Antonio Spadaro. Disponibile su Netflix dal 25 dicembre, la serie in quattro episodi (titolati, “l’amore”, “i sogni”, “la lotta”, “il lavoro”) è stata presentata in anteprima mondiale con la proiezione del primo episodio, dal titolo “Amore” ed è firmata da Simona Ercolani, che con la consulenza editoriale di Spadaro, la produce con la sua Stand by me. Il progetto muove dall’esigenza, già contenuta nel libro del pontefice, di creare uno scambio intergenerazionale, affidandolo a talentuosi giovani filmmaker rigorosamente under 30, che in un anno di riprese e in cinque continenti, hanno raccolto un totale di diciotto storie di over 70, star e gente comune, attraverso vicende che rappresentano etnie, status sociali e religioni di tutto il pianeta e puntano e che raccontano l’umanità nei suoi valori universali.

I’m Zlatan, il campione

Un ritratto molto umano del calciatore, famoso per l’atteggiamento da “duro” che ostenta sul campo di gioco dietro al quale si nasconde una personalità orgogliosamente costruita all’insegna del riscatto sociale. Figlio di immigrati balcanici, infanzia e adolescenza a Rosengard, problematico sobborgo svedese, Ibra come viene comunemente chiamato, rappresenta il sogno di un bambino divenuto realtà. Una realtà che gli consente di fare il grande salto ma senza dimenticare mai le origini.

Non un film “su un giocatore di calcio ma su un ragazzino che cresce in situazioni difficili”. È la chiave che il regista Jens Sjogren ha scelto per Zlatan, biopic dedicato al campione di calcio svedese di origini slave Zlatan Ibrahimovic, classe 1981, tratto da “Io, Ibra” (Rizzoli) , l’autobiografia bestseller del calciatore, che ne è autore con David Lagercrantz. Il film che debutta in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, sarà in sala dall’11 novembre, distribuito da Universal e Lucky Red, in associazione con 3 Marys.

Eugenio Scalfari, padre

«Volevamo dare un’immagine diversa, un punto di vista inedito, un’immagine di come noi avevamo vissuto questo padre, anche in quello che ha rappresentato per il Paese». Così Donata Scalfari, giornalista e figlia minore del fondatore di Repubblica, ha raccontato l’idea di partenza che ha guidato lei la sorella maggiore Enrica, fotografa, nel tracciare da autrici con Anna Migotto “Scalfari – A Sentimental Journey”, il documentario con la regia di Michele Mally che sarà in onda su Rai3 domani alle 17. 45.

Il film non fiction, realizzato da 3D Produzioni con Rai Documentari, unisce storia pubblica (dall’infanzia e adolescenza in pieno fascismo, agli scontri con Berlusconi, dalla creazione di Repubblica all’amicizia con Papa Francesco) e vita quotidiana, professione, impegno e legami, luoghi amati, aneddoti, ricordi, foto e video di famiglia, apparizioni televisive, testimonianze e riflessioni. Un ritratto al quale contribuiscono, fra gli altri, Roberto Benigni, Natalia Aspesi, Walter Veltroni, Bernardo Valli, Lucia Annunziata, Paolo Sorrentino, Ezio Mauro, Monsignor Vincenzo Paglia, Massimo Recalcati.

Si offrono così sguardi originali sui 97 anni del maestro del giornalismo, lasciando al centro la conversazione senza riserve (a tratti anche confronto affettuoso) , tra un padre e le due figlie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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