Il Tirreno

la moda in cucina 

Chanel, Gucci, Dior: la sfilata è nel piatto. Cresce il business della sfida gourmet

Sabrina Chiellini
In alto in senso orario: il ristorante Torre in cima al grattacielo della Fondazione Prada a Milano. L’osteria Gucci a Firenze aperta insieme a Bottura: tutto pronto per il taglio del nastro di un nuovo locale anche a Tokyo. Il ristorante Dior a Parigi e il cappuccino griffato servito a Saint Tropez
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In alto in senso orario: il ristorante Torre in cima al grattacielo della Fondazione Prada a Milano. L’osteria Gucci a Firenze aperta insieme a Bottura: tutto pronto per il taglio del nastro di un nuovo locale anche a Tokyo. Il ristorante Dior a Parigi e il cappuccino griffato servito a Saint Tropez

Da Parigi a Milano e, ora, anche nelle città più piccole. Nuovo progetto Marchesi-Prada a Forte dei Marmi 

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A tavola con le grandi firme della moda e dell’enologia. Le più importanti maison negli ultimi anni, oltre a raccogliere i successi delle passerelle, si sono affermate nel settore della gastronomia investendo nel settore della ristorazione. Arredi sontuosi nello stile, gustosi menu e packaging, pacchi e pacchetti super sciccoso accolgono i clienti delle boutique più prestigiose: il lusso “è servito” in tavola. Sono molti i ristoranti gourmet che hanno aperto, unendo le griffe della moda a brand dell’alta cucina.

Una tendenza, quella che porta le aziende a diversificare gli investimenti andando alla ricerca di nuovi clienti, che non è solo italiana, basti pensare al Thomas bistrot di Londra aperto da Burberry ormai anni fa.

In Toscana l’osteria Gucci Garden di Firenze che Massimo Bottura ha inaugurato nel 2018 nel trecentesco palazzo della Mercanzia, che poi è stato replicato a Los Angeles e Tokyo. In quest’ultima metropoli dal 2004 Chanel collabora con la catena di ristoranti Ducasse Paris e ha aperto il Beige by Alain Ducasse, i cui arredi sono firmati dallo stesso designer che progetta gli interni delle boutique di Chanel nel mondo.

In Toscana c’è chi sogna di vedere a Forte dei Marmi un ristorante sul modello di quello che Christian Dior ha aperto in Costa Azzurra a Saint Tropez (Dior Des Lices). La società di proprietà di Bernard Arnault, che è anche a capo di Lvmh, il più grande gruppo di lusso al mondo, ha messo gli occhi su una villa da recuperare nella capitale del glamour della Versilia. La recente apertura di un ristorante di Dior a Parigi prosegue la strada intrapresa da Lvmh che continua a rafforzare la propria offerta di hotel e ristoranti.

Nel 2013, tanto per gradire, proprio Lvmh ha acquisito la maggioranza della storica pasticceria milanese Cova.

È invece quasi concretizzata, anche se dovranno essere formalizzati una serie di passaggi societari, l’operazione che porterà al Forte un nuovo bar ristorante Marchesi-Prada, sul modello di quelli aperti in Galleria, via Montenapoleone e via Santa Maria alla Porta. Arredi verde e seta jaquard floreale alle pareti. Vetrinette con mensole in cristallo e scaffalature in legno di ciliegio. E poi, grandi specchiere dal sapore retrò che rendono ancora più ricercato l’ambiente di Marchesi 1824 da anni accolgono i clienti a Milano nei locali della storica pasticceria la cui società nel 2014 è stata rilevata all’80% da Prada.

Da anni colossi della moda come Brian&Berry o boutique più ricercate come Colette, hanno trovato una nuova risorsa per far girare gli affari e rendere ancora più accoglienti i loro negozi. L’antesignano, assieme a 10 Corso Como, fu proprio Colette, in rue Saint Honoré a Parigi, che però ha chiuso dopo 20 anni.

Il fenomeno che vede le griffe della moda fare l’occhiolino a grandi chef, dunque, non è proprio dell’ultima ora. A Milano in Corso Como Carla Sozzani, ebbe l’intuizione già trent’anni fa di creare un ristorante a tema nella sua boutique iniziando così l’avventura fashion-culinaria, seguita da tanti marchi, Trussardi (con vista sul Teatro alla Scala) compreso o il Cavalli che aveva aperto un bar a due passi da via Tornabuoni a Firenze, sul modello del Just Cavalli, restaurant & club sempre di proprietà dello stilista Roberto Cavalli, aperto a Milano. In questa galleria un posto speciale spetta a Armani, anche lui tra i pionieri in questo settore, con il suo Armani Nobu e i Cafè Armani sempre nella capitale della moda lombarda, dove anche Dolce&Gabbana hanno investito in un bistrot vicino all’elegante boutique. Fendi ha gestito un temporary cafè a Londra e qualche tempo fa si diceva stesse cercando un investimento “giusto” anche in Versilia.

Anche due brand toscani dell’enologia Frescobaldi e Antinori hanno saputo creare nuovi percorsi di crescita puntando sul cibo oltre che su un’offerta enologica di alta gamma aprendo wine bar e ristoranti in alcune capitali europee e sulla collaborazione con firme della cucina. Il più recente investimento nella ristorazione, per tornare sui lidi toscani, se lo è “regalato” il Castello del Terriccio, per i 100 anni dell’azienda vitivinicola, in collaborazione con lo chef Cristiano Tomei.

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