Sicurezza
Un omaggio a Dante di Germano e Teardo con musica e parole
firenze. Iniziata con “Viaggio al termine della notte” di Celine la collaborazione fra Elio Germano e Teho Teardo prosegue inevitabilmente sulle tracce di Dante.
Complice il settecentenario della morte del Sommo Poeta sarà il 33esimo canto del Paradiso a riecheggiare, da oggi a domenica, sul palcoscenico del Teatro della Pergola, ridisegnato dalla scenografia di Matteo Oioli e dalle luci di Pasquale Mari, intrecciate al violoncello di Laura Bisceglia e alla viola di Ambra Chiara Michelangeli, mentre scorrono i contributi video e gli effetti speciali elaborati da Sergio Pappalettera e Marino Capitanio.
Lo spettacolo, commissionato da Ravenna Festival, è il completamento del percorso avviato da Elio Germano nel settembre del 2020 in apertura delle celebrazioni dantesche. Si trattava allora di una semplice lettura delle ultime terzine della Commedia che ora si sviluppa intersecandosi e dialogando con i motivi sonori, sempre imprevedibili, partoriti da Teho Teardo e con le atmosfere fiabesche della messinscena, visionaria e impalpabile, firmata da Simone Ferrari e Helbæk, poeti dello sguardo, capaci di muoversi tra cerimonie olimpiche, teatro e show, portando sempre con loro una stilla di magia del Cirque du Soleil. «Grazie alla loro esperienza – dice Teho Teardo – accadrà qualcosa di magico e meraviglioso, di inspiegabile, trascendendo qualsiasi concetto di teatro, concerto o rappresentazione dantesca attraverso una contaminazione di linguaggi tecnologici e teatrali». Dichiara a sua volta Elio Germano: «Sono la voce e la musica che ci avvicinano al mistero e ci accompagnano al cospetto dell’immensità, attraversando il Canto 33, parola per parola, con la voglia di arricchire la materia con aspetti visivi e sonori che non siano solo la parafrasi del testo e che accentuino i contenuti in modo appariscente, condivisibile e circolare. Partendo dalla fine della Divina Commedia, che è la commedia umana, sospesa fra ambizione del divino e perdizione diabolica, e che forse può trovare soluzione solo nella poesia abbagliante del Paradiso».
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