Gioco
L’Armata Brancaleone inaugura la stagione del Teatro Metastasio
Gabriele Rizza
prato. Resta un capolavoro senza tempo, o meglio fuori dal tempo, con le sue ineguagliabili invenzioni linguistiche e i suoi eroi sgangherati, la sua struttura anarchica e le sue affascinanti ambientazioni postmoderne, “L’armata Brancaleone”, il film di Mario Monicelli scritto insieme ad Age & Scarpelli, uscito nel 1966, terzo incasso dell’anno, che saccheggiò con inventiva pirotecnica e straordinario afflato nazional popolare tutta la tradizione picaresca che dal Pulci arriva al Cervantes.
All’Armata Brancaleone, diventato un mantra proverbiale, guarda ora Roberto Latini per la sua nuova avventura teatrale che domani, superato il gorgo della pandemia (era attesa prima del lockdown), titolo di apertura della stagione, debutta sul palcoscenico del Metastasio, che anche lo produce insieme a Emilia Romagna Teatro. «Non mi interessa la storia anche perché sarebbe presuntuosa oltre che improponibile la sua rappresentazione – afferma Latini – non si tratta di mettere in scena il film che rappresenta la foto di un periodo storico che va ben al di là degli anni Sessanta. Lo spettacolo vuole essere un viaggio epico e rocambolesco, al tempo stesso improvvisato, malmesso e precario, come lo era il pugno di sbandati, la compagnia di ventura guidata dal nobile cavaliere Brancaleone da Norcia e dall’ebreo Abacuc». Cosa resta allora del film? «Resta, ed è la cosa più importante, l’eccezionalità del linguaggio, una lingua che definirei aulica burina, un’evocazione tra il latino maccheronico e l’espressione dialettale, una parlata mista di latino medievale e italiano prevolgare, provando a dare vita a una innovativa visione del testo, una partitura scenica che immagina le parole oltre le parole, sospese tra suono e senso. Le avventure dell’armata alla ricerca del feudo pugliese di Aurocastro, restano sullo sfondo, non si tratta di una riscrittura ma di un nuovo modo di ridire il testo, di ridarlo, di riderlo, in una nuova condizione scenica e infine questa Armata Brancaleone è anche una allegoria dei teatranti in quanto eroi-cavalieri e del teatro contemporaneo».
Affianca in scena Roberto Latini, un nutrito cast composto da Elena Bucci, Ciro Masella, Claudia Marsicano, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Marco Sgrosso, Marco Vergani.
Completano la locandina le musiche e i suoni di Gianluca Misiti, le luci di Max Mugnai, le scene di Luca Baldini. Repliche fino a domenica. Info www.metastasio.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
