Sicurezza
Timi e Mascino dal BarLume al palcoscenico con Bedos
FIRENZE. La coppia televisiva del BarLume, Filippo Timi alias Massimo e Lucia Mascino alias “la Fusco”, si ricompone in palcoscenico. Da stasera a giovedì 21, al teatro Niccolini di Firenze, Filippo Timi e Lucia Mascino sono i protagonisti di “Passeggiata di salute”, un testo del francese Nicolas Bedos diretto da Giuseppe Piccioni, salutato al debutto come uno degli spettacoli più attesi e acclamati della stagione.
La passeggiata in oggetto, prodotta da Marche Teatro, è “semplicemente” una storia d’amore e di attrazione, di affinità fisiche e mentali, per meglio dire una storia sulla malattia dell’amore, di cui tutti indistintamente siamo vittime, e da cui non sembra esserci riparo per le sue conseguenze imprevedibili. «Ho scelto questo testo magistralmente tradotto da Monica Capuani – spiega Piccioni che dopo tanto cinema debutta qui come regista teatrale – perché è una drammaturgia complessa, una scrittura densa, piena di insidie, sfaccettata, affrontabile da diverse angolature. Un testo che può essere letto in vari modi, abbastanza aperto per poterne proporre una rappresentazione personale: è insomma l’ideale per un regista come me che ama lavorare con gli attori, che vede nel lavoro degli attori e con gli attori il cuore della propria ricerca, così come ho cercato di evidenziare nella mia esperienza cinematografica». Che significa allora dirigere Filippo Timi e Lucia Mascino? «Ho scelto Lucia e Filippo, con cui avevo già condiviso l’avventura di un film, per il loro talento ma anche per il sollievo che mi procura avere al mio fianco attori così appassionati, privi di calcoli, sempre pronti a rischiare qualcosa per cercare, sulla scena, un momento di verità». Si può ipotizzare un rapporto fra questa “Passeggiata di salute” e il difficile momento che stiamo attraversando? «In realtà ho cercato di evitare di infilarmi in temi che avessero direttamente a che fare con l’attualità, però nello stesso tempo rilanciare un’idea di contagio ben diversa, quella appunto del contagio amoroso, di una malattia necessaria che da sempre, ostinatamente cerchiamo di rinnovare, nonostante le controindicazioni, le conseguenze, sempre incapaci di giungere ad una immunità che ci ponga definitivamente al riparo da possibili sofferenze, mi sembrava un giusto modo per riflettere sul presente e guardare avanti».
Inizio spettacolo ore 19,30.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
