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Depp: «Voglio lavorare con gente interessante Hollywood è per turisti»

Depp: «Voglio lavorare con gente interessante Hollywood è per turisti»

L’attore ha presentato la web serie per bambini “Puffins” dove dà voce a una Pulcinella: «Ho creato un linguaggio»

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ROMA. Bagno di folla per Johnny Depp, nella domenica romana. L’attore cult è arrivato nella capitale per presentare “Puffins”, la web serie animata in cui ha dato la voce alla Pulcinella di mare Johnny Puff.

Con giacca di pelle, bandana, cappello e anelli stile Pirata dei Caraibi, il 58enne attore americano è stato prima circondato all’uscita dell’hotel dai fan e poi ha sfilato sul red carpet dell’Auditorium Parco della Musica di Roma acclamato e applaudito.

Intervenendo alla Festa del cinema, dove la web serie “Puffins” è stata presentata nel cartellone di Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema, Depp ha spiegato la sfida che si è posto per inventare una lingua per la Pulcinella di mare, il piccolo uccello nero con il petto bianco tipico delle coste dell’Atlantico settentrionale: «Mi sono documentato e ho letto molti libri sui suoni a cui reagiscono i bambini più piccoli, non solo i gesti e le espressioni del volto, volevo concentrarmi sui versi che provocano una reazione», ha detto fra l’altro. La serie in 190 episodi da cinque minuti ciascuno, prodotta da Andrea Iervolino, è lo spin-off del film d’animazione “Arctic Dogs” grandissimo successo soprattutto su Netflix. Il progetto, a cui hanno lavorato 160 animatori italiani, sarà distribuito in oltre 90 paesi al mondo, su Apple e Amazon.

«I produttori hanno avuto molta pazienza ma alla fine è stato fantastico mescolare il linguaggio che ho creato ai veri suoni che emette la Pulcinella di mare nella realtà», ha sottolineato l’attore. Rispondendo poi alle domande su Hollywood, «è un luogo di vacanza, per turisti, non mi interessa», ha detto Depp per spiegare anche la scelta di questo nuovo lavoro un po’ fuori dal mainstream cinematografico. «C’è una grande mancanza di consapevolezza là, io invece voglio lavorare in film con persone che abbiano qualcosa da dire», ha ribadito sempre riferendosi alla Mecca del cinema americano.

Domande anche sulla sua carriera e sul suo futuro: «Il mio lavoro quotidiano mi ha dato l’opportunità, soprattutto per l’attore che sono stato, di affrontare diverse sfide per i personaggi, che in genere sono stati accolti con grande gioia da pubblico – ha detto – A questo punto della mia strada sono grato di essere lontano dalla macchina che sputa battute, formule strutturate, stereotipi, Nel fare film non sono interessato al grande regista o al grande attore ma voglio aiutare persone che facciano partire le storie da elementi semplici. Sono più interessato ad aiutare magari un autore quindicenne a trovare la propria voce, anche girando un film con un telefonino. Un obiettivo che non è possibile a Hollywood».

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