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Quel fuggiasco travolto dalla furia del Vesuvio

Quel fuggiasco travolto dalla furia del Vesuvio

Lo scheletro ritrovato sulla spiaggia di Ercolano. Il direttore Sirano: «Aiuterà a ricostruire le ultime ore della città»

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ERCOLANO. Lo scheletro parzialmente mutilato di un uomo di 40-45 anni, che la valanga di fuoco e gas sputata dal Vesuvio in eruzione nel 79 d. C. , ha fermato a un passo dal mare e dal miraggio della salvezza. È questa la nuova, sorprendente scoperta archeologica che, secondo gli esperti, potrà portare nuova luce sugli ultimi momenti di vita della cittadina a pochi chilometri da Pompei.

Lo scheletro è stato rinvenuto durante gli scavi nella zona dei fornici, ricoveri per le imbarcazioni nell’area in cui la città antica aveva il fronte mare. Qui sono già stati trovati molti scheletri di abitanti di Ercolano che hanno cercato rifugio e forse un passaggio via mare per la fuga durante l’eruzione che devastò la piana di Pompei. Lo scheletro è stato trovato nel corso degli scavi archeologici e dei restauri per la sistemazione e l’apertura al pubblico dell’antica spiaggia, progetto condiviso con il Packard humanities Institute; era seppellito sotto il flusso piroclastico che forma il terrapieno antistante la città odierna.

«Il fuggiasco è stato trovato in posizione supina, con la testa rivolta verso il mare. La vittima ha subito lo stesso destino delle altre 330 già ritrovate negli anni addietro, perdendo la vita per shock termico in pochissimi secondi – dice il direttore del Parco archeologico degli scavi di Ercolano, Francesco Sirano – Date le altissime temperature del flusso che lo investì, i tessuti evaporarono immediatamente e lo scheletro fu imprigionato nella massa di terra, gas, detriti trascinati via dal flusso, che non è lava ma materiale vulcanico e gas con una densità fisica talmente grande da metter praticamente sotto vuoto tutto ciò su cui si è depositato. La vittima – dice ancora Sirano – si trovava sull’antica spiaggia, nel primo tratto del mare dove c’era una scogliera piatta. Sul perché si trovasse lì e non nei fornici dove sono state trovate la maggior parte delle vittime possiamo fare ipotesi logiche: fuggiva preso dal panico cercando di salvarsi a nuoto, oppure faceva parte della spedizione di salvataggio, o infine si trovava su una delle scialuppe di salvataggio sulla quale stava per salire o dalla quale è stata sbalzato via. Questo è il primo ritrovamento dopo 35 anni dagli ultimi scavi. Sull’antica spiaggia stiamo ritrovando moltissimi, reperti, cosa che rende Ercolano unica al mondo, abbiamo trovato arbusti trascinati dal flusso piroclastico, ma anche elementi di palizzate, travi delle coperture degli edifici, grandi tavole lavorate forse elementi di barche».



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di Redazione web