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Stazione Marconi, missione rinascita I primi soldi per salvare l’immobile
Il Comune di Pisa rompe gli indugi per il recupero dello storico palazzo di Coltano Domani le celebrazioni per i 90 anni della trasmissione del segnale in Brasile
Francesco Loi
Un milione di euro per il recupero della Stazione Marconi di Coltano. A mettere la cifra sul piatto è il Comune di Pisa. Un po’ per dare il buon esempio. E un po’ per cercare di attrarre un investitore, anche straniero, che voglia cofinanziare un progetto in grado di togliere lo storico edificio alle porte della città dal degrado in cui si trova da anni, offrendogli una prospettiva in grado di valorizzarlo, come merita, agli occhi del mondo.
L’occasione per accendere o, meglio, riaccendere i riflettori è la conferenza “Un mondo nuovamente connesso. Una storia che continua” che si tiene domani a Pisa in occasione della ricorrenza dei 90 anni dall’accensione del Cristo Redentore di Rio de Janeiro a opera di Guglielmo Marconi. Era il 12 ottobre 1931 quando il premio Nobel stupì il mondo trasmettendo da via dei Condotti, a Roma, un segnale alla stazione di Coltano da dove poi quel segnale fu fatto ripartire per raggiungere il Brasile. Una rivoluzione: da allora sono cambiate per sempre le telecomunicazioni. La struttura è un monumento, ma da tempo è in uno pessimo stato di conservazione.
«Vogliamo investire un milione per i primi interventi di recupero – dice il sindaco di Pisa, Michele Conti – ma siamo consapevoli che da soli non ce la possiamo fare: per questo auspichiamo partnership internazionali, pubbliche e private, con l’obiettivo di creare a Coltano un museo marconiano, in collaborazione con quello esistente della Fondazione Marconi, al fianco di un sistema moderno di startup da ospitare nella struttura».
La Stazione venne inaugurata nel 1911 alla presenza del celebre inventore, chiamato dal re Vittorio Emanuele III per proseguire in Italia gli studi che stava conducendo in Cornovaglia. Il Centro fino al 1940 è stato regolarmente attivo e utilizzato per comunicazioni in tutto il mondo. I primi segnali inviati da Coltano raggiunsero il Canada e l’Eritrea. E sempre qui venne ricevuto l’Sos del Titanic. Poi durante la Seconda Guerra mondiale le antenne furono completamente distrutte e mai più ripristinate. Il progetto complessivo, spazio museale dell’esperienza marconiana più incubatore di imprese e centro di ricerca, ha un costo stimato di 2,6 milioni di euro. La differenza dovrebbe dunque arrivare da finanziatori esterni.
«Pisa – continua il sindaco – è da sempre una città attrattiva. Dagli studi di Galileo a Marconi, fino al 1986 quando partì il primo segnale Internet. Una rivoluzione anche questa per le comunicazioni. Fino ad arrivare ai giorni nostri con Virgo, a dieci chilometri da Pisa, dove si fanno studi importantissimi sulle onde gravitazionali. È in questo contesto, unico al mondo, che Pisa vuole continuare a fare la storia della ricerca e della scienza». Proprio su iniziativa di Conti, la ricorrenza dell’accensione del Cristo Redentore è in queste ore veicolata, attraverso le agenzie di stampa, tradotta anche in inglese per raggiungere sensibilità internazionali, a cominciare dagli Stati Uniti. Al convegno di domani, a Palazzo Gambacorti di Pisa (ore 17,30), il messaggio sarà rilanciato da personalità ed esperti del settore. Interverranno Fabio Cosci, presidente del Marconi Labs di Coltano; Giovanni Corazza, presidente della fondazione Guglielmo Marconi; Stavros Katsanevas, direttore di Ego-Osservatorio Gavitazionale europeo; Stefano Trumpy, presidente onorario di Internet Society Italia e Alessandro Tosi, direttore del Museo della Grafica di Pisa.
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