Sicurezza
La spavalda e profetica fantascienza di Giustino Ferri
L’Italia del futuro tornerà potentissima, grazie alla tecnologia che è riuscita a strappare al Sole quantità tali di energia da centuplicare le virtù della Terra. Ci nutriremo di pillole e cucina chimica, ci sposteremo con la metropolitana aerea e le automobili volanti, comunicheremo attraverso la telepatia, parleremo una lingua universale, saremo protetti da una polizia di robot e avremo debellato ogni malattia. Roma sarà di nuovo caput mundi e avrà un nuovo Cesare, tal Florio Giorgi, filosofo famoso per aver «proclamato la superiorità del mondo delle idee su quello degli interessi materiali». Sua acerrima avversaria è Ria di Valchiusa, ultima sostenitrice di un femminismo tramontato, ma tra i due nascerà l’amore. In questa società avveniristica ricca e pacifica incombe però la minaccia delle invasioni barbariche della federazione Asiatica.
Il bello è che questo futuro per noi è già passato, perché il romanzo, scritto nel 1906, è ambientato oltre vent’anni fa. L’autore si chiamava Giustino Ferri (1856-1913) scrittore assai prolifico, amico di D’Annunzio e Pirandello, notissimo all’epoca e oggi dimenticato. Lo hanno ripescato Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi, che hanno curato la ristampa (fedele anche nella grafica, nell’impaginazione e nella riproduzione delle illustrazioni originali di Riccardo Pellegrini) del suo libro più sorprendente: un romanzo di fantascienza così lucido e spavaldo da aver anticipato di un secolo i guai della società occidentale del Duemila. In piena epoca positivista, Ferri architetta un futuro apparentemente confortevole che si rivelerà invece distopico perché il progresso tecnologico è corso più veloce dell’anima umana, tanto che la morale e la cultura non sono riusciti a stargli dietro.
Romanzone corale ricco di personaggi, umori e idee, frulla politica, filosofia, religione, avventura e profezia in un cocktail di gusto ultravintage. Una chicca da scoprire. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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