Gioco
I giovani talenti dell’innovazione che tutto il mondo ci invidia
Dal matematico all’esperta di computer quantistici, il racconto di successi inseguiti e realizzati
Paola Taddeucci
Anna Grassellino, 40 anni, ingegnere elettronico e madre di tre figli, è a capo della squadra statunitense di duecento scienziati che stanno costruendo il computer quantico più potente al mondo. Alessio Figalli, del 1984, ha vinto la medaglia Fields – il Nobel della matematica per under 40 – nel 2018, secondo italiano nella storia del premio. Antonio Gulli, classe 1971, ingegnere informatico, inventore di Arianna, primo motore di ricerca in Italia quando non c’era ancora Google. Con altri trenta talenti del nostro Paese sono i protagonisti del libro “Made by Italians. Storie di innovazione” scritto dallo stesso Gulli e da Valentina Landucci, giornalista del Tirreno.
Trentatré storie di successo che gli autori hanno voluto raccontare «per ispirare chi ha un sogno a crederci e provare a realizzarlo». Non a caso il libro è uscito alla fine della pandemia. «Abbiamo scelto il momento della ripartenza dopo il Covid – dice Landucci – proprio per lanciare questo messaggio. E per dare anche un aiuto concreto a quei talenti che, da soli, non riescono a realizzare i propri sogni: a loro andranno i proventi del libro, in vendita su Amazon sia nella versione cartacea che in quella digitale». I protagonisti – la gran parte tra i 30 e i 50 anni, nove le donne – arrivano spesso dalla provincia italiana, da percorsi non sempre lineari o predefiniti verso la scoperta del proprio talento. «Attraverso le interviste – spiega Gulli – nel libro parliamo non solo del momento del successo, ma anche di cosa è accaduto prima, quali sono state le motivazioni interiori, i dubbi, le persone che hanno svolto un ruolo importante nel percorso di crescita, le difficoltà incontrate, i molti sbagli fatti. Storie di errori e imprevisti ma, al contempo, di reazioni positive alle difficoltà. Insomma, un “manuale del possibile” per mostrare che i sogni si realizzano, esistono gli strumenti per farlo e c’è chi lo ha fatto».
Dei 33, otto hanno legami con la Toscana perché ci sono nati o ci hanno studiato. Grassellino e Gulli – la prima siciliana, il secondo calabrese – si sono formati all’università di Pisa, come il romano Figalli. Dalla facoltà di architettura di Firenze proviene invece il ligure Paolo Barberis, figura importantissima in Italia e mecenate di vari imprenditori cui va la paternità, tra i tanti progetti innovativi, di SuperEva, uno dei primi motori di ricerca italiani, e di Nana Bianca, startup al centro della cultura digitale del nostro Paese.
Un master alla Scuola Superiore Sant’ Anna di Pisa ha messo le ali ai sogni e al talento del cagliaritano Mario Mariani, visionario del web che lo ha visto, tra l’altro, protagonista di Tiscali e fondatore dell’incubatore The Net Value. Ha a che fare con la terra, il sole e i vigneti l’avventura del fiorentino Andrea Nardi Dei, fautore di una delle più affascinanti imprese degli ultimi anni: l’enoteca online Vino.com, punto di riferimento per gli amanti del vino in rete con un fatturato che nel 2020 vicino ai 30 milioni di euro.
Da Pisa alla California è lo strepitoso percorso di Alessio Signorini, figlio di Gianluca, ex capitano del Genoa poi giocatore e dirigente del Pisa, morto a 42 anni di sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Con Luca Foschini, amico dai tempi del liceo e dell’università nella città toscana, ha fondato a Santa Barbara “Evidation Healt”, società madre della più grande rete digitale per la salute degli Stati Uniti, tra le prime dieci app al mondo di questo settore: un “unicorno”, cioè un’azienda valutata oltre un miliardo di dollari.
Infine Ilaria Tiezzi, di Foiano della Chiana, 40 anni, madre di due figli, oggi è amministratore delegato di BrandOn Group, società dedicata allo sviluppo delle vendite on line delle aziende. Lei e le altre otto donne raccontate da Gulli e Landucci sono un esempio in grado di ispirare molte ragazze, ancora poche ai posti di comando.
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