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Tre preziosi dipinti rendono più ricca la collezione degli Uffizi

Gabriele Rizza
Tre preziosi dipinti rendono più ricca la collezione degli Uffizi

Le opere di Fra’ Arsenio, Leonello Spada e Loiacono  donate alla Galleria dall’associazione Friends of Florence  

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Gabriele Rizza

FIRENZE. Un nuovo gesto di grande generosità caratterizza la vicinanza fra gli Uffizi e gli Amici americani della Galleria. Acquistati da questi ultimi sul mercato antiquario d’oltreoceano giungono in dono a Firenze tre preziosi dipinti. Si tratta del “Conte Ugolino” di Fra’ Arsenio (al secolo Donato Mascagni) un classico soggetto della Commedia dantesca raramente raffigurato prima dell’Ottocento; della caravaggesca “Liberazione di San Pietro dal carcere” del bolognese Leonello Spada (attivo, oltre che in Emilia, anche a Roma, a Napoli e a Malta) e infine della “Campagna siciliana in un giorno di pioggia”, olio ottocentesco di ispirazione impressionista macchiaiola di Francesco Loiacono, del quale il museo non possedeva finora nessuna tela.

«Le tre opere – sottolinea il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – colmano alcune lacune nelle nostre collezioni: non avevamo nulla di Leonello Spada, artista che assimila il verbo caravaggesco a tal punto che in questa “Liberazione di San Pietro” si notano perfino i modelli lombardi del Merisi, così come alla Galleria d’arte moderna mancava un dipinto di Lojacono, forse il più importante paesaggista siciliano del 19° secolo. Un’altra perla è il “Conte Ugolino” di Fra’ Arsenio, che rappresenta un tassello importante della storia di Firenze: il quadro proviene infatti dal convento della Santissima Annunziata, dove si trovava fino alla seconda metà dell’Ottocento. Il valore dell’opera è dato, oltre che dalla cupa bellezza del dipinto, dalla rarità del soggetto per l’epoca. Fin dal Medioevo si conosce un numero cospicuo di illustrazioni della Divina Commedia in codici miniati o su carta – gli Uffizi ad esempio possiedono la splendida serie con 88 fogli disegnati da Federico Zuccari negli anni Ottanta del Cinquecento – mentre fino all’Ottocento le rappresentazioni di episodi danteschi costituiscono una vera eccezione».

Anche per questo il dipinto del Mascagni viene, fino al 9 gennaio, esposto nella sala della Niobe, dove la straziante agonia di Ugolino e dei suoi figli si riflette nella tragica espressività del gruppo scultoreo che raffigura i figli di Niobe e Tantalo, che secondo la leggenda vennero sterminati senza pietà da Apollo e Artemide per punire la superbia della loro madre.

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