Il dolore
Solo tre libri in italiano pubblicati anni fa
L’opera di Abdulrazak Gurnah è davvero poco conosciuta in Italia, a differenza di quanto avviene per esempio nel Regno Unito, che dagli anni Sessanta è divenuta la sua nuova patria, così come in altri Paesi di lingua inglese. I suoi primi tre romanzi, “Memory of departure” (1987), “Pilgrims way” (1988) e “Dottie” (1990) , rappresentano una testimonianza inestimabile dell’esperienza migratoria in Gran Bretagna, analizzata da diverse prospettive. Il suo quarto romanzo, “Paradise” (1994) è ambientato durante la Prima guerra mondiale e ha fatto parte della short list del Booker Prize, sezione Fiction: in Italia è stato pubblicato da Garzanti nel 2005. È considerato uno degli esempi più illustri della narrativa africana e post coloniale contemporanea. Nel 2007 si è occupato della curatela del Cambridge Companion to Salman Rushdie, uno scrittore che ha sempre ammirato moltissimo.
In Italia sono stati tradotti solo tre libri di Abdulrazak Gurnah, tutti pubblicati da Garzanti, che oltre al summenzionato “Paradiso” ha importato nello stivale nei primi anni 2000 “Il disertore” e “Sulla riva del mare”, tutti, al momento, fuori catalogo. Nelle prossime ore la casa editrice – colta in contropiede dalla proclamazione – deciderà come muoversi. Uno dei suoi romanzi più conosciuti nel mondo è “Admiring silence” (1996) titolo parzialmente autobiografico: racconta la storia di un giovane che lascia Zanzibar ed emigra in Inghilterra dove conosce sua moglie, si sposa e diventa insegnante. Attualmente Abdulrazak Gurnah vive a Brighton, East Sussex, con la sua famiglia. Continua a scrivere e a insegnare. Le sua ultime fatiche letterarie sono “Desertion” (2005), “The last gift” (2011) e “Afterlives” del 2020 che riprende dove finisce “Paradiso”.
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